Petrolio in crescita a New York: raggiunti i 59,76 dollari

Petrolio in crescita a New York: raggiunti i 59,76 dollari

Petrolio in crescita a New York: raggiunti i 59,76 dollari

Matteo Rigamonti

Gennaio 20, 2026

New York, 20 gennaio 2026 – Il prezzo del petrolio ha messo a segno un nuovo rialzo stamattina a New York, salendo dello 0,54% e toccando i 59,76 dollari al barile. Le prime contrattazioni al New York Mercantile Exchange hanno subito mostrato un mercato attento, con gli operatori che hanno preso posizione già dalle 9.30 locali. A spingere il prezzo sono state sia le tensioni internazionali sia le ultime notizie sulle scorte negli Stati Uniti.

Petrolio in rialzo: cosa c’è dietro l’aumento

Gli esperti di Goldman Sachs puntano il dito sulle tensioni nel Golfo Persico e su una domanda che sembra ripartire nel primo trimestre. “Il mercato sta scontando possibili problemi nelle forniture, anche se al momento non si vedono segnali concreti di crisi”, ha spiegato John Miller, senior analyst della banca d’affari. A rincarare la dose, i dati di ieri dell’Energy Information Administration che mostrano un calo di circa 2 milioni di barili nelle riserve rispetto alla settimana scorsa.

Reazioni sul mercato e clima tra i trader

Al NYMEX l’atmosfera è stata tesa ma senza panico. Qualche trader ha ammesso che questo movimento rientra nella normale volatilità stagionale. “Siamo lontani dai picchi dell’anno scorso”, ha confidato un operatore sotto anonimato. Tuttavia, il fatto che il prezzo resti vicino ai 60 dollari al barile viene visto come un segnale di stabilità per ora. Gli investitori stanno anche tenendo d’occhio il dollaro, che nelle ultime settimane ha perso un po’ terreno rispetto alle principali valute.

Domanda mondiale e cosa aspettarsi nel 2026

L’Agenzia Internazionale dell’Energia prevede che la domanda globale di petrolio crescerà di circa 1,2 milioni di barili al giorno nel 2026. Se le previsioni si confermano, i prezzi potrebbero restare sostenuti nei mesi a venire. “Il mercato si sta adattando a una nuova normalità dopo gli shock degli anni scorsi”, ha detto ieri sera Fatih Birol, direttore esecutivo dell’AIE, durante un’intervista alla CNBC. La ripresa dei consumi in Asia e il ritorno graduale dei voli aerei spingono verso l’alto la domanda.

L’aumento del prezzo e l’impatto sulle famiglie

Quando il prezzo del greggio sale, a pagare sono spesso i consumatori alla pompa. In Italia, secondo i dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il costo medio della benzina self service si attesta oggi a 1,82 euro al litro, mentre il gasolio si aggira intorno a 1,75 euro. Le associazioni dei consumatori temono ulteriori aumenti se questa tendenza dovesse continuare. “Ogni centesimo in più sul barile si traduce in qualche euro in meno nelle tasche delle famiglie”, ha commentato Massimiliano Dona dell’Unione Nazionale Consumatori.

Cosa dicono gli esperti e cosa potrebbe succedere

Gli analisti restano cauti sulle previsioni a medio termine. Per molti, la soglia dei 60 dollari è un punto di equilibrio provvisorio, ma non si escludono nuove oscillazioni, legate a scelte politiche o alle mosse dell’OPEC+. “Molto dipenderà dalle prossime decisioni dell’Arabia Saudita e dalla capacità degli Stati Uniti di mantenere alta la produzione”, si legge in un report di JP Morgan diffuso questa mattina.

In attesa dei prossimi dati ufficiali su scorte ed esportazioni, il mercato resta in allerta. Solo nei giorni a venire si capirà se questo rialzo è l’inizio di una nuova fase o solo una pausa passeggera. Intanto, a New York e nelle altre piazze finanziarie, tutti gli occhi sono puntati sui grafici: ogni movimento può raccontare cosa aspettarsi dai mesi futuri.