Ricominciare a vivere: la rinascita dopo la violenza

Ricominciare a vivere: la rinascita dopo la violenza

Ricominciare a vivere: la rinascita dopo la violenza

Giada Liguori

Gennaio 20, 2026

Los Angeles, 20 gennaio 2026 – Dal palco dei Golden Globe 2026, Julia Roberts ha lanciato una sorpresa: “Eva Victor è il mio eroe. Sorry, Baby, se non l’avete visto, guardatelo”. Parole che hanno acceso i riflettori su Eva Victor, attrice e regista trentunenne, e sul suo film d’esordio Sorry, Baby. La pellicola, già premiata per la migliore sceneggiatura al Sundance 2025, è ora arrivata nelle sale italiane grazie a I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection.

Sorry, Baby: un viaggio tra dolore e rinascita

Con un budget ridotto e il sostegno del premio Oscar Barry Jenkins, il film ha conquistato la critica per il modo sincero e originale con cui affronta il tema della violenza e della guarigione. Eva Victor firma la regia, la sceneggiatura e interpreta la protagonista. Il racconto si muove tra dramma e commedia, tenendo sempre al centro il legame di sorellanza che attraversa tutta la storia.

Al centro c’è Agnes, una giovane laureanda in letteratura in una università del New England. Tutto comincia quando Agnes, invitata dal suo relatore professor Decker (interpretato da Louis Cancelmi) a discutere la tesi a casa sua, subisce una violenza. La regista sceglie di tenere il pubblico “fuori dalla porta” in quel momento, lasciando che siano le confidenze di Agnes alla sua coinquilina e migliore amica Lydie (Naomi Ackie) a ricostruire piano piano il trauma.

Una narrazione spezzata, tra sorellanza e ricordi

Sorry, Baby non segue una storia lineare: si divide in cinque capitoli che mescolano gli eventi secondo il viaggio emotivo di Agnes. “Non volevo scrivere solo di violenza o aggressione – ha spiegato Eva Victor nelle note di produzione – ma piuttosto raccontare come una persona si riprende”. La sceneggiatura è nata durante la pandemia, un periodo che la stessa autrice ha definito “una crisi simile a quella di Agnes”. “Ho iniziato a scriverlo per la persona che ero allora”, ha confidato.

Il cast, oltre a Victor, Ackie e Cancelmi, comprende anche Kelly McCormack, Lucas Hedges, John Carroll Lynch, Hettienne Park ed E. R. Fightmaster. Un gruppo che dà corpo e profondità a una storia capace di passare dalla leggerezza a momenti più duri, senza mai diventare didascalica.

Dal Sundance agli Oscar? Le prime reazioni

Dopo il premio alla migliore sceneggiatura al Sundance Film Festival 2025, il film ha iniziato a girare tra festival internazionali e cinema d’essai. In Italia è arrivato da pochi giorni, ma già si parla di una possibile candidatura agli Oscar 2026. Tra i commenti più noti, quello del critico del New York Times A.O. Scott: “La sensibilità e l’ironia con cui Victor tratta il tema fanno di Sorry, Baby uno dei film più sorprendenti dell’anno”.

Il pubblico americano ha risposto con entusiasmo: nelle prime settimane a New York e Los Angeles, molte proiezioni sono andate sold out. Anche sui social il film è diventato un argomento di discussione: “Finalmente una storia che parla di dolore senza pietismo”, ha scritto una spettatrice su X (ex Twitter).

Eva Victor: dai social al grande schermo

Nata a Parigi nel 1994 e cresciuta a San Francisco, Eva Victor è diventata nota negli Stati Uniti grazie a video autoironici su Instagram e TikTok. Negli ultimi anni ha recitato in serie come Billions e collaborato con testate come The New Yorker. Sorry, Baby è il suo debutto dietro la macchina da presa.

“Ho sempre pensato che l’umorismo sia un modo per andare avanti”, ha detto Victor in un’intervista a Variety. “Nel film ho voluto mostrare questa complessità: il dolore non cancella la voglia di vivere”.

Finalmente in sala anche in Italia

Distribuito da I Wonder Pictures con Unipol Biografilm Collection, Sorry, Baby è ora nelle principali città italiane. Le prime proiezioni a Milano (Cinema Anteo), Roma (Nuovo Sacher) e Bologna (Cinema Lumière) hanno raccolto una buona risposta. Il biglietto costa tra gli 8 e i 10 euro.

Come ha sottolineato Julia Roberts ai Golden Globe, questo film “merita di essere visto”. E chissà che, dopo l’Italia, il pubblico europeo non scopra una nuova voce del cinema contemporaneo.