Sophia Loren ricorda Valentino: ‘Un legame eterno’

Sophia Loren ricorda Valentino: 'Un legame eterno'

Sophia Loren ricorda Valentino: 'Un legame eterno'

Giada Liguori

Gennaio 20, 2026

Roma, 20 gennaio 2026 – Sophia Loren ha voluto salutare così Valentino Garavani, scomparso ieri nella sua casa romana, con poche parole cariche di emozione. “Mio caro Valentino, la notizia della tua scomparsa mi addolora profondamente”, ha scritto l’attrice, ricordando l’amico e stilista con cui ha condiviso “momenti di grande affetto e di sincera stima reciproca”. Un legame che va oltre il lavoro, fatto di umanità e rispetto tra due icone del Novecento. Loren ha messo in luce la gentilezza di Valentino, “un amico” – come lo definisce – la cui arte e passione rimarranno “per sempre fonte di ispirazione”.

Valentino e il cinema: sessant’anni di magia insieme

Il legame tra Valentino Garavani e il cinema è cresciuto negli anni, passando di generazione in generazione. Tutto parte nei primi anni Sessanta, quando una giovane Elizabeth Taylor sceglie uno dei suoi abiti per l’anteprima romana di “Spartacus”. Un abito bianco, bordato di piume, che segnò l’inizio di una grande amicizia. “Le chiesi una foto insieme – raccontava Valentino – e lei accettò solo se le avessi promesso un abito gratis”, diceva sorridendo. Da lì, Garavani ha vestito la diva in film come “Ad un’ora della notte” e in occasioni importanti, dal matrimonio con Larry Fortensky nel 1991 alle serate degli Oscar.

Ma non è stata solo Taylor a indossare Valentino. Nel corso degli anni ha vestito star come Audrey Hepburn – che in “Sciarada” (1963) portava un suo completo après-ski – e Monica Vitti, con un celebre abito da cocktail nero in “La notte” di Antonioni. E ancora, Jane Fonda, che nel 1981 ritirò l’Oscar del padre Henry in un abito firmato da lui; Jessica Lange, in verde menta agli Oscar del 1983; e Julia Roberts, che nel 2001 vinse la statuetta per “Erin Brockovich” indossando un Valentino vintage del 1992.

Gli abiti che hanno fatto la storia dei grandi eventi

Il legame di Valentino con il cinema internazionale si è rafforzato nei momenti più importanti. Nel 1991, Sophia Loren ha sfilato sul palco degli Oscar con una sua creazione per ricevere la statuetta alla carriera. Nel 2005, Cate Blanchett ha scelto un abito giallo Valentino per il suo primo Academy Award con “The Aviator”. Poi c’è stata Sharon Stone, che ha calpestato la Montée des Marches di Cannes in oro per la prima di “Pronti a morire”. E ancora Jennifer Lopez, che nel 2001 ha indossato un abito da sposa firmato Garavani per il matrimonio con Chris Judd, e nel 2003 agli Oscar ha sfoggiato un abito vintage già portato da Jacqueline Onassis nel 1967.

Anche le nuove generazioni hanno sempre cercato la sua firma: Halle Berry agli Emmy del 2000, Anne Hathaway in rosso Valentino agli Oscar 2011 e poi per il suo matrimonio nel 2012. E ancora le più giovani come Florence Pugh, Zendaya, Dakota Johnson, Elle Fanning.

Valentino, tra moda e ironia sul grande schermo

Non solo red carpet. Valentino Garavani ha fatto anche qualche apparizione ironica in film, interpretando se stesso: nel 2006 in “Il diavolo veste Prada”, dove crea l’abito per Meryl Streep e appare accanto a lei; e dieci anni dopo in “Zoolander 2”, con Ben Stiller. Il suo legame con Hollywood ha toccato anche l’Opera di Roma: nel 2016, per la “Traviata” diretta da Sofia Coppola, ha disegnato i costumi principali.

L’eredità di un maestro senza tempo

Chiamato da molti “l’ultimo imperatore” della moda italiana, Valentino lascia dietro di sé un’eredità fatta di tessuti preziosi, amicizie sincere e momenti che restano nella memoria collettiva. Sophia Loren lo saluta così: “È stato un privilegio conoscerti e ti porterò sempre con me”. Un sentimento che accomuna tutti quelli che hanno incrociato il suo cammino, sul set, sul palco o nella vita di tutti i giorni.