Roma, 21 gennaio 2026 – Il Consiglio dei ministri ha deciso di rimandare la scelta sul nuovo presidente della Consob, la Commissione nazionale per le società e la Borsa. L’attuale incarico scade l’8 marzo, ma ieri a Palazzo Chigi, dopo una riunione durata appena venti minuti, nessun accordo è stato raggiunto. Il nodo resta la candidatura di Federico Freni, sottosegretario all’Economia e deputato della Lega, che ha scatenato tensioni dentro la maggioranza.
Maggioranza spaccata: la nomina di Freni in bilico
Fino a poche ore prima del Consiglio, sembrava tutto fatto. Fonti parlamentari e di governo davano per certa la nomina di Freni. Diverse testate, già in mattinata, avevano dato la sua designazione per scontata. Poi però è arrivata la doccia fredda. Forza Italia ha messo il freno. Raffaele Nevi, capogruppo azzurro alla Camera, ha spiegato chiaramente: “La nomina di un politico alla Consob non ci ha mai convinti”. E ha aggiunto che la decisione spetta al leader Antonio Tajani, lasciando intendere che la partita è tutt’altro che chiusa.
Tra veti e sostegni: i partiti si confrontano
Nel corso della giornata, le dichiarazioni si sono susseguite. Da Fratelli d’Italia, Marco Osnato, presidente della Commissione Finanze alla Camera, ha riconosciuto le qualità di Freni: “Ha tutte le carte in regola per quel ruolo”. Ma ha anche ricordato che Freni è una pedina chiave al Ministero dell’Economia. Un appoggio netto è arrivato da Matteo Salvini, segretario della Lega: “È stato un ottimo sottosegretario e può fare bene anche in altri incarichi”, ha detto ai giornalisti fuori Montecitorio.
Non sono mancati nemmeno i sostegni fuori dalla maggioranza. Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati, ha invitato a superare i veti a prescindere, soprattutto in un momento così delicato per l’economia italiana. “Non è detto che i tecnici siano sempre la soluzione migliore”, ha sottolineato.
Il nodo dell’indipendenza e i dubbi tecnici
Nel corso del Consiglio, fonti dell’esecutivo riferiscono che Forza Italia ha ribadito il suo no a una nomina politica. Alcuni ministri hanno chiesto una figura davvero indipendente per guidare la Consob, tema che potrebbe pesare anche sulla valutazione della Corte dei Conti riguardo alla procedura.
Si è anche parlato di un compromesso: nominare Freni come semplice componente del collegio, lasciando aperto il discorso sulla presidenza. Ma alla fine è prevalsa la scelta di fermare tutto. Nessuna decisione, almeno per ora.
Lotta contro il tempo: si cercano accordi
L’8 marzo è dietro l’angolo e la scadenza stringe. Nei prossimi giorni sono previsti nuovi incontri tra i leader della maggioranza per trovare un’intesa. L’elemento chiave resta l’indipendenza del futuro presidente: “Serve una persona che dia garanzie a tutti”, ha confidato un esponente di governo dopo il Cdm.
Intanto, nei corridoi di Montecitorio e del Ministero dell’Economia si fanno largo voci su possibili alternative a Freni, ma nessun nome sembra in grado di mettere tutti d’accordo. La partita resta aperta. La guida della Consob è un nodo cruciale, soprattutto ora che i mercati italiani sono sotto la lente per le tensioni internazionali e le nuove sfide regolatorie.
Nei prossimi giorni si capirà se prevarrà la linea della continuità politica o quella dell’indipendenza tecnica. Per ora, la scelta resta congelata. Il dossier è ancora sul tavolo di Palazzo Chigi.
