Cdp lancia un’operazione da 400 milioni: collocati il 1,30% delle azioni proprie

Cdp lancia un'operazione da 400 milioni: collocati il 1,30% delle azioni proprie

Cdp lancia un'operazione da 400 milioni: collocati il 1,30% delle azioni proprie

Giada Liguori

Gennaio 21, 2026

Roma, 21 gennaio 2026 – Cassa Depositi e Prestiti ha completato la vendita di tutte le sue 4.451.160 azioni proprie, che corrispondono all’1,30% del capitale sociale, per un valore complessivo di circa 400 milioni di euro. L’operazione, partita alcune settimane fa, ha dato priorità agli azionisti già presenti, con una risposta quasi unanime da parte delle Fondazioni di origine bancaria.

Fondazioni bancarie in prima fila

Da quanto riferito da Cdp, quasi tutte le azioni offerte sono state acquistate dalle Fondazioni già socie. Solo una piccola parte è stata assegnata, con l’appoggio di Acri (l’associazione delle Fondazioni bancarie), a quattro nuove Fondazioni che fino a oggi non facevano parte del gruppo azionario di Cdp. Questo passaggio rafforza ancora di più il legame tra l’istituto finanziario e il mondo delle Fondazioni.

Il commento di Acri: “Un segnale di fiducia”

“Le Fondazioni di origine bancaria sono molto soddisfatte del risultato dell’operazione di vendita delle azioni proprie di Cassa Depositi e Prestiti Spa”, ha detto Giovanni Azzone, presidente di Acri. Secondo lui, la partecipazione compatta delle Fondazioni già presenti, insieme all’ingresso di nuovi soggetti, conferma “il valore strategico che attribuiscono alla loro quota in Cdp”. Una scelta che, ha aggiunto, “è perfettamente in linea con la missione delle Fondazioni, che puntano allo sviluppo sostenibile dei territori e del Paese”. E ancora: “Dimostra la fiducia negli organi che guidano la Cassa”.

Un’operazione da 400 milioni: cosa cambia

Il collocamento delle azioni proprie ha permesso a Cdp di incassare circa 400 milioni di euro, somma che sarà utilizzata per finanziare le attività istituzionali dell’ente. L’operazione fa parte di un più ampio progetto di rafforzamento della governance e della base azionaria della Cassa, dove il ruolo delle Fondazioni bancarie è cresciuto accanto a quello dello Stato. Oggi il Ministero dell’Economia e delle Finanze detiene circa l’82,8% del capitale, mentre le Fondazioni hanno il 15,9%. Con questa vendita, la presenza delle Fondazioni si consolida ancora di più.

Cdp e Fondazioni: un legame strategico

Fondata nel 1850, Cassa Depositi e Prestiti è uno degli attori chiave per finanziare gli investimenti pubblici in Italia. Negli ultimi anni ha ampliato il suo campo d’azione, sostenendo anche imprese e grandi progetti infrastrutturali. Le Fondazioni bancarie, invece, sono tenute per legge a reinvestire i loro utili in progetti di interesse sociale: istruzione, ricerca, welfare locale. Per loro, partecipare al capitale di Cdp è un modo per rafforzare questa missione.

Reazioni e prospettive

Nel settore si respira soddisfazione per il buon esito dell’operazione. “Un segnale importante in un momento in cui il sistema finanziario italiano cerca stabilità e unità”, ha commentato un dirigente di una delle Fondazioni coinvolte. L’ingresso di quattro nuove Fondazioni nell’azionariato è visto come un’apertura positiva. Ora resta da capire come saranno usati i fondi raccolti: fonti vicine a Cdp parlano di un rafforzamento della capacità di intervento della Cassa a sostegno dello sviluppo economico e sociale del Paese.

Questa giornata segna un passaggio decisivo nella strategia per consolidare la governance pubblica e privata in uno dei principali protagonisti finanziari italiani.