Gas in calo in Europa: un’opportunità da 34,53 euro?

Gas in calo in Europa: un'opportunità da 34,53 euro?

Gas in calo in Europa: un'opportunità da 34,53 euro?

Matteo Rigamonti

Gennaio 21, 2026

Milano, 21 gennaio 2026 – Il mercato europeo del gas naturale ha registrato oggi un nuovo calo. I future scambiati ad Amsterdam (Ttf) hanno chiuso in ribasso del 3,8%, fermandosi a 34,5 euro al megawattora. Un segnale che conferma il rallentamento già visto nelle settimane scorse. Nel frattempo, oltreoceano la situazione è agli antipodi: l’Henry Hub, il principale punto di riferimento per il gas negli Stati Uniti, ha visto i prezzi salire del 21,6%, toccando quota 4,75 dollari.

Prezzi in discesa in Europa: cosa sta succedendo

Gli operatori collegano il calo dei prezzi del gas ad Amsterdam a diversi fattori. Da un lato, le temperature più miti di questo periodo hanno ridotto la richiesta di riscaldamento in molti Paesi dell’Unione Europea. Dall’altro, le scorte sono ancora molto alte: secondo Gas Infrastructure Europe, gli stoccaggi europei superano l’80%, un livello che gli esperti considerano rassicurante.

“Il mercato riflette una certa tranquillità sul fronte dell’offerta”, ha spiegato oggi un trader della City di Londra, contattato subito dopo la chiusura delle contrattazioni. “Non si vedono segnali di tensione immediata, anche se la volatilità rimane alta”. A Milano, in una delle principali società energetiche italiane, l’atmosfera è cautamente ottimista: “Le forniture sono stabili e le infrastrutture tengono bene”, ha detto un dirigente che ha preferito restare anonimo.

Henry Hub vola negli Stati Uniti: cosa sta accadendo

Se in Europa la situazione sembra più calma, negli Stati Uniti si vive una realtà opposta. Il prezzo del gas naturale all’Henry Hub, snodo fondamentale della distribuzione in Louisiana, è schizzato del 21,6% in poche ore. Una crescita che ha sorpreso molti analisti: “Non vedevamo un balzo così forte da mesi”, ha ammesso un esperto di Houston.

Il motivo principale? Le previsioni di un’ondata di freddo intenso nel Midwest e nel Nord-Est. “Le temperature scenderanno sotto lo zero per diversi giorni”, ha spiegato il meteorologo John Evans del National Weather Service. “Questo farà impennare la domanda di gas per riscaldare case e industrie”.

Cosa cambia per consumatori e imprese

Il divario tra prezzi europei e americani potrebbe avere ripercussioni sulle bollette e sui costi aziendali. In Italia, l’Autorità per l’energia (Arera) segnala che il prezzo medio del gas per le famiglie è rimasto stabile nelle ultime settimane. Ma alcuni fornitori avvertono che la volatilità internazionale potrebbe presto farsi sentire sulle tariffe.

“Seguiamo da vicino l’andamento dei mercati”, ha detto ieri sera il presidente di Arera, Stefano Besseghini. “Per ora non ci sono allarmi, ma la situazione resta incerta”. Al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica si lavora a scenari di medio termine. “L’obiettivo è garantire forniture sicure e prezzi sostenibili”, ha spiegato una fonte del dicastero.

Prospettive incerte per i prossimi mesi

Guardando avanti, gli esperti invitano alla prudenza. Le scorte europee danno un po’ di respiro, ma non si possono escludere scosse improvvise dovute al clima o a tensioni geopolitiche. “Basta una crisi in un Paese fornitore o un inverno più rigido del previsto per ribaltare tutto rapidamente”, ha sottolineato un professionista del settore incontrato a Bruxelles.

Intanto i mercati restano all’erta. Gli operatori seguono con attenzione le previsioni meteo e le notizie sulle infrastrutture. Ma, come spesso capita in questo settore, solo il tempo ci dirà se la calma degli ultimi giorni durerà o se nuovi problemi stanno arrivando.