Giorgetti e la sfida dei dazi: riusciremo a superare l’ostacolo?

Giorgetti e la sfida dei dazi: riusciremo a superare l'ostacolo?

Giorgetti e la sfida dei dazi: riusciremo a superare l'ostacolo?

Giada Liguori

Gennaio 21, 2026

Roma, 21 gennaio 2026 – “Ce la faremo anche stavolta”. Così il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha commentato, a margine di un incontro al Maxxi di Roma dedicato alle Olimpiadi di Milano Cortina, l’ipotesi di una nuova escalation di dazi tra Stati Uniti ed Europa legata al cosiddetto “caso Groenlandia”. Una vicenda che, nelle ultime settimane, ha acceso il dibattito tra Bruxelles e Washington, con ripercussioni immediate sui mercati e sui rapporti commerciali transatlantici.

Groenlandia, la nuova frontiera delle tensioni tra Usa e Ue

La questione è esplosa a inizio gennaio e riguarda le nuove restrizioni sulle esportazioni di terre rare e minerali strategici dalla Groenlandia verso l’Europa. Secondo fonti diplomatiche europee, gli Stati Uniti avrebbero spinto il governo locale a limitare la vendita di queste risorse a Paesi terzi, in particolare all’Unione Europea. Una mossa che, per Bruxelles, rischia di mettere a rischio la catena di approvvigionamento di settori chiave come l’automotive e l’elettronica.

Dal Ministero dello Sviluppo Economico arriva un allarme chiaro: la situazione potrebbe scatenare una spirale di misure protezionistiche. “Siamo preoccupati per le possibili conseguenze sulle nostre imprese”, ha confidato un funzionario italiano presente ai tavoli tecnici. La Commissione europea, intanto, ha avviato consultazioni urgenti con gli Stati membri e con i partner statunitensi. Nessuna decisione ufficiale ancora, ma la tensione resta alta.

Giorgetti: “Dialogo sì, ma l’Italia è pronta a difendersi”

Intercettato dai giornalisti poco dopo le 11 davanti al museo romano, Giorgetti ha scelto la prudenza. “Ce la faremo anche stavolta”, ha ribadito, segnalando che il governo segue con attenzione l’evolversi della situazione. Poi ha aggiunto: “Siamo abituati a gestire queste crisi. Serve dialogo, ma l’Italia è pronta a difendere i propri interessi”.

Non è la prima volta che il ministro del Tesoro rassicura imprese e cittadini su possibili scossoni commerciali. Solo l’anno scorso, durante il vertice G7 di Bari, aveva sottolineato la necessità di “un approccio comune europeo” di fronte alle tensioni con Washington. Ora la partita si gioca su un terreno ancora più delicato: quello delle materie prime strategiche.

Imprese italiane in allarme: rincari e stop alla produzione dietro l’angolo

Nel frattempo, le principali associazioni di categoria – da Confindustria a Federmeccanica – hanno già acceso un faro rosso. “Un blocco delle forniture dalla Groenlandia avrebbe effetti immediati su tutta la filiera”, ha spiegato ieri sera il presidente di Federmeccanica, Federico Visentin. Secondo una stima di Nomisma, il valore delle importazioni italiane di terre rare supera i 400 milioni di euro all’anno. Un’interruzione prolungata potrebbe tradursi in rincari dei prezzi e ritardi nelle consegne.

A preoccupare sono soprattutto le piccole e medie imprese del Nord-Est, molte delle quali dipendono da componenti importati per la produzione di motori elettrici e batterie. “Siamo già in difficoltà con i costi dell’energia”, ha raccontato un imprenditore padovano che ha chiesto di restare anonimo. “Se saltano anche queste forniture, rischiamo lo stop”.

Bruxelles corre ai ripari: si cercano soluzioni per evitare lo scontro

La Commissione europea, ha detto un portavoce ieri pomeriggio a Bruxelles, sta valutando “tutte le opzioni possibili” per evitare una guerra commerciale con gli Stati Uniti. Tra le ipotesi al vaglio c’è anche la possibilità di ricorrere all’Organizzazione mondiale del commercio (OMC) per contestare eventuali restrizioni ritenute non in linea con gli accordi internazionali.

Intanto, i ministri dell’Economia dei Paesi Ue si incontreranno giovedì prossimo in videoconferenza per fare il punto sulla situazione. L’obiettivo – almeno per ora – è evitare un’escalation e trovare una via d’uscita condivisa. Ma tra le imprese italiane la tensione cresce. Giorgetti lo sa bene: “Dobbiamo restare uniti”, ha detto stringendo le mani ai rappresentanti del settore al Maxxi. Poi un sorriso veloce, quasi per sdrammatizzare: “Abbiamo superato crisi peggiori”.