Bruxelles, 21 gennaio 2026 – Con 334 voti a favore, 324 contrari e 11 astenuti, ieri il Parlamento europeo ha deciso di inviare il testo dell’accordo commerciale Ue-Mercosur alla Corte di giustizia dell’Unione europea per un parere legale. Di fatto, questa mossa blocca l’iter di ratifica dell’intesa tra l’Unione e i Paesi sudamericani del Mercosur (Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay) fino a quando i giudici di Lussemburgo non si pronunceranno. E i tempi non saranno brevi: fonti parlamentari parlano di diversi mesi di attesa. Solo a quel punto l’Eurocamera potrà tornare a votare sulla ratifica definitiva.
Perché si è deciso di fermarsi? Le reazioni a caldo
La richiesta di un parere alla Corte arriva dopo settimane di tensioni in aula. Una parte degli eurodeputati ha sollevato dubbi sulla compatibilità dell’accordo con il diritto europeo. I timori principali riguardano gli standard ambientali, i diritti dei lavoratori e la tutela dell’agricoltura europea. Dall’altra parte, la Commissione europea non ha nascosto il proprio disappunto. “La Commissione si rammarica per la decisione presa dal Parlamento”, ha detto Olof Gill, portavoce dell’esecutivo Ue, rispondendo ai giornalisti a Bruxelles. “Secondo la nostra analisi, i problemi sollevati non hanno fondamento, perché sono già stati approfonditi e risolti”, ha aggiunto, sottolineando che non si tratta di “questioni nuove”.
Governi divisi: Germania e Francia su due linee opposte
La scelta del Parlamento ha riacceso le tensioni tra i governi europei. Da Berlino, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha affidato a X (ex Twitter) un messaggio chiaro e netto: “La decisione del Parlamento europeo sull’accordo Mercosur è deplorevole. Ignora la situazione geopolitica. Siamo convinti della validità dell’accordo. Basta con i ritardi. Serve l’entrata in vigore provvisoria”. La Germania spinge da tempo per chiudere rapidamente l’intesa con il blocco sudamericano.
Ben diversa la posizione della Francia. Il ministro degli Esteri Jean-Noel Barrot, sempre su X, ha difeso la scelta europea: “Rinviare l’accordo Mercosur alla Corte di Giustizia è stato coerente con la nostra linea: la Francia sa dire di ‘no’ quando serve, e spesso ha avuto ragione”. Barrot ha poi aggiunto che “la battaglia per proteggere la nostra agricoltura e la sovranità alimentare continua”. Un chiaro riferimento alle preoccupazioni degli agricoltori francesi, che temono una concorrenza sleale dai produttori sudamericani.
Il futuro dell’accordo Ue-Mercosur resta in bilico
L’accordo Ue-Mercosur, negoziato per oltre vent’anni e firmato nel 2019, punta a creare una delle più grandi aree di libero scambio al mondo, con circa 780 milioni di persone coinvolte. Ma la strada verso la ratifica definitiva è stata più complicata del previsto. Le resistenze interne all’Unione – soprattutto da Francia, Austria e Irlanda – hanno rallentato il processo, mentre le proteste degli agricoltori europei hanno trovato spazio anche nelle strade di Bruxelles.
Ora la palla passa alla Corte di giustizia dell’Ue. Secondo fonti diplomatiche, il parere richiesto potrebbe riguardare sia la compatibilità dell’accordo con i trattati europei sia le modalità di ratifica da parte dei singoli Stati membri. Nel frattempo, le imprese europee e sudamericane aspettano con ansia. “Ogni ulteriore ritardo rischia di danneggiare la competitività delle nostre aziende”, ha commentato ieri sera un rappresentante della Confindustria brasiliana.
Solo dopo il verdetto della Corte – probabilmente non prima della prossima estate – il Parlamento europeo potrà tornare a votare sulla ratifica finale. Fino ad allora, l’accordo resta sospeso tra Bruxelles e Lussemburgo.
