Messina, 21 gennaio 2026 – Il governo torna a muoversi sul ponte sullo Stretto di Messina, per la quinta volta in meno di tre anni. L’obiettivo è rilanciare un progetto che però, secondo molti locali, resta ancora “insostenibile”. La novità arriva con un Decreto-Legge firmato dal ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, che ha subito acceso il dibattito in città e tra le associazioni.
La nomina di Pietro Ciucci che fa discutere
A far parlare è soprattutto la scelta di nominare Pietro Ciucci, attuale amministratore delegato della Società Stretto di Messina, come commissario straordinario. Sarà lui a dover mettere mano a una nuova delibera Cipess, un passaggio cruciale per il futuro del ponte. Il comitato cittadino ‘Invece del ponte’ non ha nascosto la sua delusione: “Dopo tre anni di fallimenti e scadenze mancate, invece di rimuoverlo lo promuovono. Una decisione difficile da capire”. Il gruppo, che segue da vicino l’evoluzione del progetto, ha parlato di una scelta “in contrasto con il buon senso” e che ha lasciato molti perplessi.
Il decreto prevede che il commissario debba rifare il Piano Economico e Finanziario e ottenere i pareri dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti e del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Due passaggi che, secondo gli oppositori, il governo aveva cercato di saltare nel primo decreto, attribuendo alla delibera Cipess un ruolo “sostitutivo” che ora viene smontato.
Dubbi legali e timori sui controlli
Il comitato denuncia che il testo del decreto è “giuridicamente contraddittorio”. Si basa su una norma che poi viene smentita senza essere cambiata. Questo crea ulteriori dubbi sul percorso burocratico dell’opera. “Si tratta di una forzatura che ora viene smentita – spiegano gli attivisti – e il testo è così confuso da mettere in difficoltà anche gli esperti”.
Non finisce qui. Nel decreto si ribadiscono, “senza bisogno”, i limiti già previsti dalla legge al controllo della Corte dei Conti e del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Per il comitato ‘Invece del ponte’ questo passaggio suona come un avvertimento ai giudici e ai tecnici chiamati a valutare la regolarità degli atti. “Sono scelte infelici – aggiungono – che non cambiano la legge ma devono far riflettere”.
Messina si divide, cresce il confronto politico
A Messina la notizia si è sparsa in fretta, tra associazioni e nei bar del centro. Maria Russo, pensionata e insegnante che vive vicino alla stazione marittima, ha detto di sentirsi “stanca” per l’ennesimo rilancio: “Ogni volta sembra la svolta, poi tutto si ferma di nuovo”. Altri, invece, vedono nella nomina di Ciucci un segnale di continuità: “Almeno c’è qualcuno che conosce bene la questione”, commenta un funzionario comunale che preferisce non farsi riconoscere.
In Parlamento le opposizioni hanno chiesto spiegazioni. Il deputato messinese Francesco D’Uva (M5S) parla di “ennesima forzatura”, mentre il Partito Democratico chiede più chiarezza su costi e tempi. Il ministro Salvini difende la scelta: “Andiamo avanti con determinazione – ha detto ieri sera a Roma – perché il ponte è strategico per l’Italia”.
Cosa succede adesso? Tra incertezze e attese
Nei prossimi giorni il commissario straordinario dovrà avviare il confronto con gli enti tecnici e presentare il nuovo Piano Economico e Finanziario. Solo allora si capirà se le critiche degli oppositori saranno confermate dai pareri ufficiali. Intanto, la città resta in attesa: c’è chi spera in un passo avanti concreto e chi teme un nuovo stop.
Fonti vicine al Ministero delle Infrastrutture parlano di una prima verifica entro marzo. Ma restano aperti i nodi sul fronte finanziario e sui controlli della Corte dei Conti. Insomma, la strada è ancora lunga per un’opera che continua a far discutere, dividendo la comunità locale e il paese.
