Milano, 21 gennaio 2026 – È nato oggi TT2 – Travel Tech 2, un fondo di investimento internazionale con sedi operative in Spagna, Olanda e Italia. L’obiettivo è chiaro: dare una mano concreta alle startup italiane ed europee che sviluppano tecnologie reali per la filiera del turismo, riportando così valore, know-how e controllo strategico in Europa. Un’iniziativa che arriva in un momento delicato per il settore, ancora dominato da piattaforme digitali extraeuropee.
Il peso schiacciante delle piattaforme straniere
I numeri parlano chiaro. In Italia, circa il 70% delle prenotazioni turistiche passa attraverso intermediari online. Di queste, il 42% è gestito da Booking, mentre il restante 28% è nelle mani di altre agenzie di viaggio online (Ota). Solo il 30% delle prenotazioni è diretto. Leonardo Saroni, General Partner di TT2, spiega che tutto questo “significa meno margini per chi opera sul territorio, meno dati di proprietà e meno possibilità di innovare e distinguersi”. Insomma, più turisti non significa automaticamente più soldi che restano in Italia.
Una sfida industriale per la sovranità tecnologica
TT2 punta deciso e senza fronzoli. Il fondo investirà solo in startup B2B nel settore TravelTech e nel modello SaaS, evitando quelle realtà B2C che puntano tutto sul marketing. L’idea è chiara: sostenere soluzioni che agiscano sui punti critici della filiera, con un occhio di riguardo all’intelligenza artificiale come leva per automatizzare processi, migliorare l’efficienza e gestire i dati. “Il capitale serve, ma non basta”, ha detto Saroni. “Per competere davvero servono apertura ai mercati, conferme industriali e rapporti solidi”.
Un network europeo per far decollare l’innovazione
TT2 non si limita a mettere soldi sul tavolo. Il fondo offre alle startup un vero e proprio ecosistema di contatti e partner: 85 investitori industriali da 15 Paesi, tra cui catene alberghiere, compagnie aeree e aziende tech. “Noi aiutiamo davvero le startup a crescere e far adottare le loro tecnologie”, ha spiegato Saroni. L’obiettivo è chiaro: costruire una vera sovranità tecnologica nel turismo europeo, riducendo la dipendenza da infrastrutture digitali asiatiche e americane.
La sfida vera: tenere il valore in Italia e in Europa
Il turismo crescerà ancora nei prossimi anni, ma la vera sfida non è aumentare i visitatori. È riuscire a far restare il valore dentro la filiera nazionale ed europea. Senza una filiera tecnologica forte, avverte Saroni, “l’Italia rischia di restare solo una meta di successo, ma un attore marginale nella catena del valore globale”. “Il turismo è un pilastro dell’economia italiana, ma continuiamo a fare i semplici fornitori di beni materiali, lasciando ad altri il controllo della tecnologia e quindi dei profitti”, ha aggiunto.
La politica entra in gioco, ma serve ancora coraggio
Un primo segnale arriva dalla legge di Bilancio 2026, approvata dal Parlamento con il sostegno del Ministero del Turismo. Il provvedimento punta a rafforzare l’infrastruttura digitale nazionale nel turismo, riconoscendo che la competitività futura passa anche dalla capacità di gestire dati, servizi e relazioni in modo integrato. “TT2 va in questa direzione”, ha concluso Saroni. “Investire qui significa difendere la competitività, i margini e posti di lavoro qualificati. È una scelta industriale prima che finanziaria”.
In un mercato dove la tecnologia decide sempre più chi prende cosa, la nascita di un fondo come TT2 è vista dagli addetti ai lavori come un passo concreto per riportare al centro dell’innovazione turistica l’Europa e le sue competenze. Solo così, forse, il turismo potrà essere non solo un peso importante nel PIL, ma anche un vero motore di sviluppo tecnologico e occupazione.
