Italia-Usa: AmCham Italy avverte: Nessun impatto dei dazi nel 2025, Roma fondamentale per la Groenlandia

Italia-Usa: AmCham Italy avverte: Nessun impatto dei dazi nel 2025, Roma fondamentale per la Groenlandia

Italia-Usa: AmCham Italy avverte: Nessun impatto dei dazi nel 2025, Roma fondamentale per la Groenlandia

Matteo Rigamonti

Gennaio 21, 2026

Milano, 21 gennaio 2026 – Le relazioni commerciali tra Italia e Stati Uniti hanno resistito al 2025, nonostante l’arrivo dei dazi americani, e si preparano a un 2026 che potrebbe portare un nuovo slancio. A dirlo è Simone Crolla, managing director della Camera di Commercio americana in Italia (AmCham), che in un’intervista ha fatto il punto sull’anno appena trascorso e ha tracciato le prospettive future, con un occhio alle tensioni sulla Groenlandia.

Dazi Usa e commercio: i numeri che sorprendono

Crolla spiega che, nonostante le preoccupazioni iniziali per i dazi Usa sui prodotti europei, l’export italiano non ha subito un crollo. “Alla fine, il bilancio è positivo”, dice il direttore di AmCham. I dati Istat, ancora provvisori, mostrano un aumento del 7,9% delle esportazioni italiane verso gli Stati Uniti nei primi undici mesi del 2025 rispetto all’anno prima. Merito di vari fattori: “Molti importatori americani hanno anticipato gli acquisti prima che i dazi entrassero in vigore, le catene di approvvigionamento hanno tenuto e la qualità dei prodotti italiani è sempre apprezzata oltreoceano”.

Non è tutto. Anche l’export dagli Stati Uniti verso l’Italia ha fatto un salto: a settembre 2025, è cresciuto del 76,8% su base annua. “Numeri che confermano quanto sia forte il legame tra i due Paesi”, sottolinea Crolla, ricordando il ruolo di AmCham come ponte tra le economie.

Accordi in vista e speranze per il 2026

Per il futuro, Crolla guarda con ottimismo: “Ci aspettiamo che i mercati si stabilizzino, grazie agli accordi firmati in Scozia tra Trump e Von der Leyen”. L’obiettivo è allargare le esenzioni dai dazi e iniziare un dialogo stabile sulle barriere commerciali ancora aperte. “Nel 2026 sarà chiaro che nessun Paese è stato risparmiato dai dazi americani, nemmeno alleati storici come Israele o Regno Unito”, aggiunge.

Sulle possibili nuove tensioni, invita alla prudenza: “Il peggio sembra passato, ma la questione della Groenlandia resta un nodo e potrebbe influire sull’accordo Ue-Usa”. Preoccupa il rischio di ritorsioni che danneggerebbero imprese e lavoratori da entrambe le parti. “Apprezzo molto la cautela con cui si muove la premier Giorgia Meloni”, confida.

Settori chiave e sostegno alle imprese

Nel 2026, secondo AmCham, saranno soprattutto alcuni settori a spingere i rapporti economici tra Italia e Stati Uniti: tecnologie avanzate, intelligenza artificiale, semiconduttori, cybersecurity, farmaceutica, difesa e aerospazio. “Abbiamo creato comitati che riuniscono aziende italiane e americane per affrontare insieme i problemi del settore”, spiega Crolla. Gli incontri, sia in presenza sia online, servono a trovare soluzioni concrete e a rafforzare la collaborazione transatlantica.

Groenlandia: un nodo geopolitico e il ruolo dell’Italia

Le tensioni sulla Groenlandia, con la minaccia di nuovi dazi da parte di Trump verso l’Europa, rischiano di complicare il quadro. Ma Crolla vede l’Italia in una posizione chiave per mediare. “La relazione tra Meloni e Trump è tra le migliori a livello internazionale”, osserva. L’auspicio è che la Groenlandia non diventi terreno di scontro, ma un’occasione per cooperare su investimenti e sicurezza.

Crolla propone un fondo congiunto Usa-Europa per lo sviluppo delle risorse minerarie e delle infrastrutture nell’Artico occidentale, insieme a un rafforzamento della sicurezza artica in ambito Nato. “L’Europa dovrebbe farsi carico di più – truppe, esercitazioni, investimenti militari – come ha ribadito Von der Leyen a Davos”, ricorda. Il tutto sotto la guida americana, per garantire la sicurezza della regione.

Diplomazia e compromessi: la chiave per il futuro

In chiusura, Crolla ricorda che la politica è “l’arte del compromesso”. Solo con dialogo e accordi condivisi si potrà evitare nuove crisi commerciali e rafforzare una partnership che, dati alla mano, continua a portare vantaggi concreti a entrambi i Paesi.