Roma, 21 gennaio 2026 – L’Inps ha scelto la sede di Confindustria a Roma per presentare il suo XXIV Rapporto annuale, un evento che quest’anno ha assunto un significato particolare. Poco dopo le 11, Gabriele Fava, presidente dell’istituto, ha preso la parola davanti a un pubblico formato da imprenditori, sindacalisti e giornalisti. Al centro del dibattito c’è stato il legame tra previdenza e mondo del lavoro, con uno sguardo speciale rivolto ai giovani.
Demografia in allarme, il futuro dei giovani a rischio
“Il rapporto mostra che l’istituto è solido”, ha detto Fava, ma ha subito aggiunto che la denatalità resta un problema serio. “Non possiamo chiudere gli occhi davanti all’aumento degli anziani e alla diminuzione dei giovani”, ha sottolineato. Nel rapporto si legge che gli over 65 in Italia sono più di 14 milioni, mentre chi ha meno di 30 anni è sceso sotto gli 8 milioni. Un dato che, secondo Fava, mette a dura prova il sistema previdenziale.
Dal suo arrivo, ha ricordato il presidente, l’Inps sta cercando di “evitare il peggio” puntando su politiche che favoriscano un inserimento stabile dei giovani nel lavoro. “Ci rivolgiamo ai giovani perché possano costruirsi un futuro”, ha detto, lasciando intendere che la sfida demografica passa anche dal lavoro.
Più dialogo con le imprese, nasce una nuova alleanza
Fava non ha nascosto la volontà di rafforzare i rapporti con il mondo produttivo. “Siamo nella casa degli imprenditori – ha detto – e con loro vogliamo aprire un dialogo vero, una nuova alleanza”. L’obiettivo è creare un ponte tra Inps e aziende, per facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, soprattutto per i più giovani.
Tra le novità c’è il progetto del pre-Durc, pensato per semplificare i rapporti tra imprese e pubblica amministrazione. “Stiamo lavorando a iniziative come il pre-Durc, che rende più facile e veloce controllare la regolarità contributiva”, ha spiegato Fava. Inoltre, nei prossimi mesi sarà lanciato lo sportello grandi contribuenti, un servizio dedicato alle grandi aziende per snellire le pratiche con l’istituto.
Vigilanza collaborativa: meno sanzioni, più dialogo
Il presidente ha toccato anche il tema della vigilanza, sottolineando la necessità di un approccio più maturo e meno punitivo. “Vogliamo una vigilanza che collabori con chi fa impresa in modo corretto”, ha detto. L’Inps vuole distinguere chi rispetta le regole da chi cerca scorciatoie. “Chi crea posti di lavoro è fondamentale”, ha aggiunto, ribadendo il ruolo chiave delle imprese per la tenuta del sistema previdenziale.
I dati parlano chiaro: nel 2025, oltre 1,2 milioni di aziende hanno versato contributi all’Inps, con un aumento dello 0,8% rispetto all’anno precedente. Un segnale che, nonostante le difficoltà internazionali, il tessuto produttivo italiano tiene.
Reazioni: sindacati cauti, imprenditori vogliono certezze
La presentazione ha acceso il dibattito tra gli addetti ai lavori. Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, ha commentato: “Bene il dialogo con le imprese, ma serve più attenzione alla qualità del lavoro e ai diritti dei giovani”. Più diretto il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, che ha chiesto “regole chiare e tempi certi” per le nuove misure annunciate.
Nel foyer di viale dell’Astronomia imprenditori e consulenti hanno scambiato opinioni. C’è chi ha apprezzato la volontà di semplificare le procedure, chi invece ha chiesto più chiarezza sui tempi di attuazione.
Prossimi passi: il futuro si gioca ora
Il XXIV Rapporto annuale dell’Inps disegna un sistema previdenziale solido, ma che deve fare i conti con sfide difficili: denatalità, invecchiamento della popolazione e la necessità di rinnovare il rapporto con le imprese. Nei prossimi mesi sarà decisivo vedere come verranno messi in pratica i nuovi progetti presentati oggi a Roma. Solo allora si capirà se l’alleanza tra Inps e mondo produttivo potrà davvero dare ai giovani una prospettiva più stabile nel mercato del lavoro.
