Roma, 21 gennaio 2026 – Roma si prepara a una nuova fase di crescita turistica ed economica, forte dell’immagine positiva guadagnata durante il Giubileo e di una costante espansione nel settore dell’ospitalità. Lo ha messo in chiaro oggi Giuseppe Roscioli, presidente di Federalberghi Roma, intervenuto all’Albergatore Day al Palazzo dei Congressi dell’Eur, dove operatori e istituzioni hanno discusso delle prospettive del comparto.
Turismo di lusso in aumento: Roma si fa avanti
Per Roscioli, la Capitale ha raggiunto quota 70 strutture a cinque stelle, un numero destinato, secondo lui, “a crescere ancora”. Questo dato racconta la trasformazione di Roma in una meta sempre più rivolta al turismo di fascia alta. “Dopo l’Anno Santo – ha spiegato – la città è pronta, sia nelle strutture sia nell’accoglienza, per ospitare un turismo più esigente e di qualità”.
Le previsioni per il 2026, basate sui dati di Str, mostrano una lieve crescita rispetto al 2025. L’occupazione alberghiera media annua dovrebbe salire al 73,25%, con un aumento dello 0,55%. Crescono anche la tariffa media giornaliera (Adr) dello 0,2% e il ricavo per camera (RevPar) dello 0,75%. Numeri che indicano una fase di stabilità dopo gli alti e bassi post-pandemia.
Fiumicino vola alto: tra i primi dieci aeroporti al mondo
Un altro punto chiave è il sistema aeroportuale romano. Nel 2025, l’aeroporto Leonardo da Vinci ha superato i 51 milioni di passeggeri, con 2,1 milioni in più rispetto all’anno prima. A Fiumicino volano oggi oltre 100 compagnie aeree, con più di 240 destinazioni dirette verso 80 Paesi. Secondo Aeroporti di Roma, lo scalo si conferma tra i dieci aeroporti più collegati al mondo.
Il 2026 si annuncia di ulteriore crescita, soprattutto per le rotte intercontinentali. In particolare, il traffico verso il Nord America è destinato a salire, grazie a collegamenti più variegati. “Le performance di Fiumicino – ha detto Roscioli – sono fondamentali per il salto di qualità che Roma sta cercando”.
La cucina italiana spinge il turismo di qualità
Durante l’incontro si è parlato anche della forza della cucina italiana, riconosciuta dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità. Un riconoscimento che, secondo gli operatori, può dare una spinta in più ai flussi turistici. “Il successo della nostra enogastronomia – ha sottolineato Roscioli – è un fattore chiave per attrarre un turismo che spende di più”.
Sul versante istituzionale, cresce l’attesa per la conclusione dell’iter parlamentare sulla riforma dell’articolo 114 della Costituzione, che dovrebbe riconoscere a Roma lo status di Capitale con risorse certe e poteri legislativi in materia di turismo. “Siamo fiduciosi – ha confidato Roscioli – che questa riforma possa finalmente dare alla città gli strumenti per competere a livello internazionale”.
Operatori e istituzioni: un confronto aperto sulle sfide future
All’Albergatore Day erano presenti il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, il presidente nazionale di Federalberghi Bernabò Bocca e gli chef Carlo Cracco e Antonello Colonna. Nel dibattito si è parlato delle sfide che attendono il settore: consolidare i risultati dopo il boom post-Covid e trovare nuovi mercati e segmenti da esplorare.
Tra gli operatori si avvertiva ottimismo, ma anche la consapevolezza delle difficoltà di una fase di assestamento. “È normale – ha ammesso Roscioli – che dopo una crescita così forte arrivi una stabilizzazione. Ma è il momento di raccogliere i frutti del lavoro fatto insieme da tutti”.
Roma guarda avanti, quindi, puntando su qualità dell’offerta, infrastrutture e attrattività internazionale. Con la consapevolezza che la sfida per diventare una vera capitale del turismo di fascia alta è ancora tutta aperta.
