Saviola: il finanziamento fondamentale per il piano 2025-2029

Saviola: il finanziamento fondamentale per il piano 2025-2029

Saviola: il finanziamento fondamentale per il piano 2025-2029

Matteo Rigamonti

Gennaio 21, 2026

Milano, 21 gennaio 2026 – Il Gruppo Saviola ha annunciato oggi un nuovo finanziamento da 200 milioni di euro, garantito da Sace e con una durata di dodici anni. La somma servirà a sostenere il piano di sviluppo 2025-2029. L’operazione, presentata nella sede milanese dell’azienda, punta a rafforzare la posizione del gruppo nel settore del legno riciclato. Gli investimenti saranno indirizzati ad aumentare la capacità produttiva e a migliorare gli standard ESG (Environmental, Social and Governance).

Saviola scommette sul legno riciclato: un piano per crescere

“Questo finanziamento è una tappa fondamentale del nostro piano 2025–2029”, ha detto Alessandro Saviola, presidente del gruppo, durante l’incontro con la stampa. “Ci permetterà di accelerare gli investimenti, ampliare la produzione e alzare ancora di più i nostri standard ESG”. L’obiettivo è chiaro: “Vogliamo crescere con un occhio di riguardo alle persone e ai territori”. Il piano prevede interventi su più fronti: dalla modernizzazione degli impianti alla riduzione dell’impatto ambientale, fino all’ampliamento della gamma prodotti.

Il finanziamento, spiegano i vertici, servirà a sostenere una serie di investimenti per consolidare la leadership del gruppo in Italia e all’estero. “Con i nostri partner finanziari – ha aggiunto Saviola – lavoreremo per rendere gli impianti più efficienti e sostenibili, ampliando l’offerta e riducendo l’impatto sull’ambiente”.

Sostenibilità e tecnologia: la doppia sfida di Saviola

Da decenni attivo nella produzione di pannelli in legno riciclato, il Gruppo Saviola si è distinto negli ultimi anni per l’attenzione alla sostenibilità e all’innovazione tecnologica. Il nuovo piano punta a rinnovare gli impianti con criteri green, introducendo tecnologie a basso consumo e sistemi avanzati per recuperare le materie prime.

“Stiamo investendo nel futuro della filiera italiana del legno riciclato e nel valore che ogni giorno i nostri collaboratori creano”, ha spiegato ancora Saviola. Il gruppo conta circa 1.500 dipendenti tra le sedi di Viadana (Mantova), Mortara (Pavia) e altre filiali in Italia e all’estero. Solo per il 2025 sono previsti più di 50 milioni di euro in nuovi macchinari e processi produttivi più efficienti.

Competere nel mondo puntando sull’economia circolare

Uno degli obiettivi principali è rafforzare la presenza del gruppo sui mercati internazionali. “Siamo orgogliosi di lanciare un programma di investimenti che punta a migliorare capacità ed efficienza, con un aggiornamento tecnologico che segue criteri green”, ha sottolineato il presidente. Si parla di economia circolare, un modello adottato da tempo dal Gruppo Saviola, che punta al recupero e alla trasformazione del legno post-consumo.

I dati dell’azienda parlano chiaro: ogni anno si lavorano oltre 1,5 milioni di tonnellate di legno riciclato, con una forte riduzione delle emissioni di CO2 rispetto ai metodi tradizionali. “Il nostro obiettivo – ha concluso Saviola – è crescere a livello internazionale, sempre nel segno dell’economia circolare”.

Sace: la garanzia che fa la differenza

La garanzia di Sace, società controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze che sostiene le imprese italiane sui mercati esteri, è un elemento chiave dell’operazione. Secondo fonti vicine al dossier, la copertura di Sace ha permesso al gruppo di ottenere condizioni finanziarie più vantaggiose e una maggiore flessibilità negli investimenti.

Il prestito sarà erogato da un pool di banche italiane ed europee, tra cui Intesa Sanpaolo e UniCredit. L’operazione si inserisce in un quadro più ampio di rilancio degli investimenti industriali in Italia, con particolare attenzione ai settori a basso impatto ambientale.

Lavoro e sviluppo: cosa cambia sul territorio

L’impatto sul territorio è importante: secondo le stime interne, il piano dovrebbe creare circa 200 nuovi posti di lavoro, diretti e indiretti, nei prossimi quattro anni. Le province di Mantova e Pavia, dove si trovano i principali stabilimenti, saranno le più coinvolte.

“Guardiamo al futuro con fiducia – ha detto Saviola ai cronisti – consapevoli della responsabilità verso i nostri collaboratori e le comunità locali”. Un messaggio che vuole rassicurare anche fornitori e partner della filiera del legno riciclato, chiamati a condividere una sfida che guarda all’innovazione ma senza perdere di vista le radici del territorio.