Milano, 21 gennaio 2026 – Il Gruppo Saviola ha chiuso oggi un finanziamento da 200 milioni di euro, garantito da Sace e con durata di 12 anni, per dare forza al proprio piano di sviluppo 2025-2029. L’operazione, curata da Banca Finint come arranger e loan & Sace Agent, coinvolge alcuni tra i maggiori istituti di credito italiani: UniCredit, Banco Bpm, Monte dei Paschi di Siena, Banco Desio, Crédit Agricole, Bper e Banca Popolare di Sondrio. Un passaggio decisivo per il gruppo mantovano, che punta a rafforzarsi nel campo della chimica verde e dell’economia circolare.
Un investimento che spinge sulla crescita e la transizione green
Il finanziamento servirà a potenziare la produzione con l’ampliamento e l’ammodernamento dello stabilimento di Sustinente, nel Mantovano. Non solo: una parte dei fondi sarà destinata all’acquisto di impianti all’avanguardia, progettati seguendo i criteri Esg (Environmental, Social and Governance). L’obiettivo è semplice e chiaro: “Rafforzare e migliorare i processi produttivi, ampliare la gamma prodotti e aumentare l’efficienza energetica e ambientale”, si legge nella nota ufficiale.
Il piano di investimenti, che arriverà fino al 2029, punta a sostenere la crescita e la trasformazione tecnologica del Gruppo Saviola. “Questa operazione ci permette di accelerare la nostra strategia di internazionalizzazione e innovazione”, ha spiegato Luigi Cortellazzi, Head of Finance del gruppo. Parole che lasciano intendere l’intenzione di allargare la presenza anche fuori dai confini nazionali.
Dietro le quinte: il ruolo delle banche e dei consulenti
L’operazione è stata guidata da Banca Finint, che ha svolto il ruolo di arranger e loan & Sace Agent. Il team della direzione Corporate & Investment Banking ha visto al lavoro Nicolò Andreotti (Head of Lending & Debt Advisory) e Marco Giaretta (Head of Minibond & Direct Lending), con la supervisione di Simone Brugnera (Head of Corporate Debt). Sul fronte legale, il Gruppo Saviola si è affidato allo studio Molinari, con un team guidato dal partner Andrea Taurozzi, affiancato dall’avvocato Daria Davoli e dal trainee Elia Cossu Lunesu. Gli istituti finanziatori hanno scelto lo studio Herbert Smith Freehills Kramer, con la partner Emanuela Da Rin e gli avvocati Federico Cocito e Martina Scicolone.
“Abbiamo lavorato fianco a fianco con tutti i soggetti coinvolti per costruire un’operazione solida, che rispondesse alle esigenze del gruppo”, ha spiegato Nicolò Andreotti. Un lavoro di squadra che ha richiesto mesi di trattative e approfondimenti, come confermato da fonti vicine al dossier.
Sostenibilità e innovazione al centro del progetto
Il cuore dell’investimento resta la sostenibilità. Gli impianti in arrivo saranno progettati secondo i più alti standard Esg, con particolare attenzione all’efficienza energetica e alla riduzione dell’impatto ambientale. “Vogliamo diventare un punto di riferimento nell’economia circolare”, ha detto Cortellazzi. Lo stabilimento di Sustinente – già uno dei poli più avanzati del gruppo – sarà ampliato e rinnovato.
Ma non si tratta solo di tecnologia. Il piano prevede anche di ampliare la gamma di prodotti, introducendo nuove linee pensate per rispondere alle esigenze del mercato internazionale. Questo potrebbe portare a nuove assunzioni in provincia di Mantova, anche se al momento non sono stati resi noti i numeri precisi.
Una rete di banche che crede nel progetto
La presenza di sette istituti bancari tra i sottoscrittori conferma la fiducia degli operatori finanziari nel progetto Saviola. UniCredit, Banco Bpm, Monte dei Paschi di Siena, Banco Desio, Crédit Agricole, Bper e Banca Popolare di Sondrio hanno partecipato in qualità di lender. La garanzia Sace – società controllata dal Ministero dell’Economia – aggiunge un ulteriore grado di sicurezza all’operazione.
Secondo fonti bancarie, il closing si è svolto nei tempi previsti, senza intoppi. “Un segnale positivo per il settore industriale italiano”, ha commentato un analista del settore credito.
Un impatto concreto sul territorio
L’investimento nello stabilimento di Sustinente avrà ripercussioni dirette sull’economia locale. Il sito mantovano è strategico per il gruppo, sia per l’occupazione sia per l’indotto che genera nel territorio. “Siamo sicuri che questo progetto porterà vantaggi tangibili alla comunità”, ha sottolineato Cortellazzi.
Il piano industriale 2025-2029 del Gruppo Saviola si inserisce in un quadro più ampio di rilancio della manifattura italiana. Un percorso che passa dalla finanza strutturata, ma che punta soprattutto su innovazione e sostenibilità come leve per restare competitivi.
