Sogin completa le opere civili del deposito 2 della centrale nucleare di Trino: un passo avanti per la sicurezza energetica

Sogin completa le opere civili del deposito 2 della centrale nucleare di Trino: un passo avanti per la sicurezza energetica

Sogin completa le opere civili del deposito 2 della centrale nucleare di Trino: un passo avanti per la sicurezza energetica

Giada Liguori

Gennaio 21, 2026

Trino (Vercelli), 21 gennaio 2026 – Sogin ha portato a termine ieri i lavori di demolizione e ricostruzione del deposito temporaneo numero 2 per i rifiuti radioattivi a bassa attività alla centrale nucleare Enrico Fermi di Trino, in provincia di Vercelli. L’intervento, iniziato nel novembre 2024, risponde alle nuove norme sulla sicurezza nucleare.

Nuovo deposito, sicurezza al passo coi tempi

La struttura, lunga 41 metri, larga 19 e alta 8,5, è stata abbattuta e poi ricostruita nello stesso punto, mantenendo le stesse dimensioni. “Abbiamo fatto in modo che il deposito rispetti i più alti standard di sicurezza attuali”, ha detto un portavoce di Sogin, la società pubblica che si occupa dello smantellamento degli impianti nucleari in Italia. Il deposito ospiterà sia i rifiuti già presenti – oggi conservati nel deposito 1 e nel locale ‘buffer Test Tank’ – sia quelli che arriveranno con le prossime fasi di smantellamento.

Materiali smaltiti, si guarda avanti

In parallelo alla ricostruzione, si sono concluse anche le operazioni di caratterizzazione e smaltimento dei materiali rimasti dalla demolizione. Sogin ha confermato che tutto è stato gestito secondo le procedure previste per i rifiuti radioattivi a bassa attività. Ora si passa alla fase successiva: montaggio degli impianti elettrici, dei sistemi antincendio e dei dispositivi per il monitoraggio radiologico. Questi lavori dovrebbero finire entro la prima metà del 2026.

“L’obiettivo è tutelare la sicurezza di chi lavora e della comunità”, ha spiegato un tecnico presente negli ultimi giorni di cantiere. Il deposito dovrebbe entrare in funzione nella prima parte del 2027, come previsto dal calendario di Sogin.

Spazi riorganizzati e futuro dei rifiuti

Dopo l’avvio del deposito 2, Sogin metterà mano anche al deposito numero 1, sempre nel sito di Trino. L’intervento fa parte di un piano nazionale per migliorare lo spazio dedicato allo stoccaggio dei rifiuti radioattivi, sia quelli prodotti in passato che quelli derivanti dallo smantellamento in corso. In futuro, tutto sarà trasferito nel nuovo Deposito Nazionale, quando sarà pronto.

La gestione dei rifiuti radioattivi resta un tema caldo, soprattutto nelle zone che ospitano ex centrali nucleari. A Trino, la centrale Enrico Fermi, chiusa dal 1990, continua a richiedere interventi tecnici complessi e un dialogo costante con le autorità e i cittadini.

Territorio e sicurezza: il dialogo continua

Il sindaco di Trino, Daniele Pane, ha sottolineato: “La collaborazione con Sogin va avanti in modo trasparente. La sicurezza della popolazione è la nostra priorità”. Il Comune segue da vicino ogni passo, con incontri regolari con i tecnici e con l’ARPA Piemonte, che svolge i controlli ambientali.

Ogni giorno sul sito lavorano decine di operatori specializzati, impegnati nella gestione dei depositi e nelle attività di bonifica e smantellamento. I sistemi di monitoraggio radiologico sono attivi 24 ore su 24. “I dati sono pubblici e chiunque può consultarli”, ha ricordato un responsabile della sicurezza ambientale.

Passi avanti e aspettative della comunità

Il completamento del deposito 2 segna un traguardo importante nella dismissione della centrale Enrico Fermi. Solo dopo l’adeguamento del deposito 1 si potrà avviare il trasferimento definitivo dei rifiuti al Deposito Nazionale, struttura attesa da anni e ancora in fase di progettazione.

Intanto, la comunità locale segue con attenzione ogni passo. “Confidiamo nei controlli, ma speriamo che si arrivi presto a una soluzione definitiva”, ha detto un residente storico. La storia della centrale di Trino resta un simbolo delle sfide che l’Italia deve affrontare per gestire il proprio passato nucleare.