Trump e Europa: verso una soluzione per la Groenlandia?

Trump e Europa: verso una soluzione per la Groenlandia?

Trump e Europa: verso una soluzione per la Groenlandia?

Matteo Rigamonti

Gennaio 21, 2026

Washington, 21 gennaio 2026 – Donald Trump ha lasciato aperta la porta a una soluzione diplomatica sulla Groenlandia con l’Unione Europea, che potrebbe arrivare “nei prossimi giorni”, forse già durante il vertice di Davos. L’ex presidente americano, intervistato ieri sera da NewsNation, ha risposto a una domanda sul futuro dell’isola artica, tornata al centro del dibattito internazionale dopo mesi di tensioni tra Washington, Bruxelles e Copenaghen.

Groenlandia, il nuovo fronte caldo tra Usa ed Europa

La questione della Groenlandia – territorio autonomo della Danimarca, importante per le risorse naturali e la posizione strategica nell’Artico – è tornata alla ribalta negli ultimi mesi. Da agosto 2025, dopo alcune dichiarazioni di funzionari americani sulla possibilità di “nuove forme di collaborazione” con il governo locale, le capitali europee hanno mostrato preoccupazione per un possibile aumento della presenza statunitense sull’isola. Bruxelles ha chiesto spiegazioni a Washington e Copenaghen, temendo che gli equilibri geopolitici e le rotte commerciali artiche possano essere messi in discussione.

Trump, che aveva già affrontato il tema durante il suo mandato, ha detto: “Probabilmente troveremo un accordo con l’Europa, forse anche a Davos nei prossimi giorni”. Parole che hanno subito acceso i riflettori dei diplomatici europei. Fonti vicine alla questione raccontano che il tema sarà sul tavolo in un incontro informale tra rappresentanti Usa, danesi e Ue a margine del World Economic Forum.

Davos, il possibile banco di prova per l’intesa

Il World Economic Forum di Davos, in programma dal 22 al 26 gennaio, si conferma così luogo chiave per trattative delicate. La Groenlandia – con i suoi giacimenti di terre rare, petrolio e gas – interessa sempre di più sia gli Stati Uniti sia l’Europa. Negli ultimi anni, l’Artico è diventato un terreno di scontro anche con Russia e Cina, che hanno investito in infrastrutture e ricerca nella regione.

A Davos sono attesi, oltre a Trump, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il premier danese Mette Frederiksen. Un funzionario europeo che ha chiesto l’anonimato ha dichiarato: “La questione groenlandese sarà sul tavolo. Non ci aspettiamo annunci clamorosi, ma un primo passo verso una gestione condivisa delle risorse e della sicurezza artica”.

Bruxelles prudente, Copenaghen in attesa

A Bruxelles, la Commissione europea mantiene un atteggiamento cauto. Un portavoce ha spiegato stamattina: “Seguiamo con attenzione tutti gli sviluppi sulla Groenlandia. Il dialogo con Stati Uniti e Danimarca resta aperto”. Nessun commento ufficiale invece da Copenaghen, dove nelle ultime settimane i contatti con Washington e i partner europei sono aumentati.

A Copenaghen, secondo fonti raccolte da alanews.it presso il ministero degli Esteri, si respira “un clima di attesa”. Il governo locale della Groenlandia – guidato da Múte Bourup Egede – non ha rilasciato dichiarazioni recenti. Ma fonti vicine sottolineano che “ogni decisione dovrà rispettare l’autonomia dell’isola”, come previsto dagli accordi con la Danimarca.

In gioco risorse naturali e sicurezza

La posta è alta. La Groenlandia custodisce alcune delle più grandi riserve mondiali di terre rare – materiali essenziali per l’industria tecnologica – oltre a potenziali giacimenti di petrolio e gas. Gli Usa hanno già una base militare a Thule, nel nord dell’isola, fondamentale per controllare i movimenti nell’Artico. L’Unione Europea teme che un rafforzamento della presenza americana possa ridurre la sua influenza nella regione.

L’analista geopolitico Lars Rasmussen, intervistato da alanews.it, avverte: “La partita sulla Groenlandia è appena cominciata. Gli equilibri tra Stati Uniti, Europa e Danimarca saranno decisivi per il futuro dell’Artico”.

Gli occhi puntati su Davos

Nei prossimi giorni i riflettori saranno puntati su Davos, dove sono attesi incontri informali ma cruciali tra le delegazioni. Trump non ha svelato dettagli sulle possibili soluzioni in ballo. Ma fonti diplomatiche europee riferiscono che si sta lavorando a un memorandum d’intesa per garantire trasparenza sulle attività economiche e militari sull’isola.

Solo allora – forse già entro fine settimana – si capirà se la Groenlandia resterà un terreno di scontro o diventerà un laboratorio di collaborazione tra le due sponde dell’Atlantico.