Milano, 21 gennaio 2026 – Le minacce di Donald Trump sui dazi legati alla Groenlandia hanno agitato oggi i mercati europei, scatenando una giornata di forti perdite nelle principali piazze finanziarie del continente. Fin dall’apertura, le Borse hanno visto vendite diffuse, mentre l’oro ha continuato a correre verso nuovi record. Gli investitori, preoccupati per le tensioni commerciali tra Stati Uniti ed Europa, hanno spostato i capitali verso asset più sicuri.
Borse europee in rosso dopo le parole di Trump
L’indice Stoxx 600, che riunisce le principali società europee, ha chiuso in calo dell’1,4%. Un segnale chiaro del nervosismo che si è diffuso tra gli operatori. A pesare sono state soprattutto le dichiarazioni dell’ex presidente americano, che nelle ultime ore ha minacciato nuovi dazi sulle importazioni europee, legando la questione alle tensioni sulla Groenlandia. Madrid ha perso l’1,8%, Francoforte l’1,6%, mentre Londra, Parigi e Milano si sono fermate tutte intorno al -1,3%. “Il rischio di una nuova escalation commerciale è concreto”, ha commentato un analista di Piazza Affari poco dopo le 16.
Industria e lusso soffrono più di tutti
A trascinare i mercati verso il basso sono stati soprattutto i settori industriale (-1,7%) e del lusso (-2%). Le aziende più esposte all’export verso gli Stati Uniti hanno risentito delle prospettive di nuove barriere commerciali. Male anche le utility, in calo dell’1,4%, in parte per il rialzo del prezzo del gas. Ad Amsterdam, il gas naturale ha guadagnato il 3%, arrivando a 36,50 euro al megawattora. “Il mercato teme che i costi energetici possano aumentare ancora”, ha spiegato un trader della City.
Energia in difficoltà, petrolio solo leggermente su
Il settore energia ha sofferto un calo dello 0,7%, nonostante un leggero aumento del petrolio. Il WTI ha chiuso a 59,60 dollari al barile, in rialzo dello 0,3%, mentre il Brent ha toccato i 64,02 dollari, con un +0,1%. Gli operatori restano cauti: la volatilità è alta e le prospettive sulla domanda globale sono poco chiare.
Oro e argento volano ai massimi storici
Sul fronte dei metalli preziosi, l’oro ha continuato la sua corsa, toccando i 4.727 dollari l’oncia, con un +1,4% rispetto alla seduta precedente. Anche l’argento ha raggiunto un nuovo record a 95,20 dollari l’oncia, con un balzo del 2,2%. “Gli investitori cercano rifugio nei beni più sicuri”, ha spiegato un gestore di fondi milanese. L’incertezza globale spinge a lasciare da parte gli asset più rischiosi.
Titoli di Stato sotto pressione, spread in rialzo
Le tensioni si sono sentite anche sul mercato dei titoli di Stato. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi è salito a 64 punti base. Il rendimento del decennale italiano si è fermato al 3,52%, mentre quello tedesco al 2,88%. “Tra gli investitori istituzionali si respira nervosismo”, ha ammesso un operatore romano. La volatilità resta alta e cresce la domanda di titoli più sicuri.
Dollaro debole, Bitcoin in calo
Sul mercato valutario, il dollaro ha continuato a perdere terreno rispetto alle principali valute. Un segnale che riflette sia le tensioni politiche sia le incertezze sulla politica monetaria americana. Giornata negativa anche per le criptovalute: il Bitcoin ha perso l’1,9%, scendendo a 91.123 dollari. “La volatilità è ancora elevata anche su questi asset”, ha sottolineato un analista digitale.
In sintesi, oggi i mercati europei hanno mostrato una chiara avversione al rischio. Le parole di Trump hanno riacceso i timori di nuove tensioni commerciali tra Stati Uniti ed Europa, con effetti immediati su Borse, valute e materie prime. Gli operatori restano in attesa di sviluppi nelle prossime ore.
