Vicenzaoro January 2026: l’export traina il 90% del fatturato del settore, secondo Squarcialupi di Confindustria Federorafi

Vicenzaoro January 2026: l'export traina il 90% del fatturato del settore, secondo Squarcialupi di Confindustria Federorafi

Vicenzaoro January 2026: l'export traina il 90% del fatturato del settore, secondo Squarcialupi di Confindustria Federorafi

Matteo Rigamonti

Gennaio 21, 2026

Vicenza, 17 gennaio 2026 – Oggi a Vicenza si è aperta Vicenzaoro January 2026, la fiera che da sempre rappresenta il cuore pulsante del mondo dei preziosi in Italia. L’evento, in programma fino al 20 gennaio, arriva in un momento tutt’altro che semplice per il settore orafo italiano. Dopo tre anni di crescita, infatti, nel 2025 si è registrata una brusca frenata. A spiegarlo è stata Maria Cristina Squarcialupi, presidente di Confindustria Federorafi, durante l’inaugurazione.

Export in calo, l’allarme del settore

Questa edizione di gennaio è decisiva, soprattutto per i clienti esteri”, ha detto Squarcialupi poco dopo le 10, di fronte a operatori e giornalisti. “Il nostro settore vive di export: quasi il 90% del fatturato arriva dall’estero”. Eppure proprio l’export nel 2025 ha subito una battuta d’arresto. Nei primi nove mesi, secondo Federorafi, le esportazioni sono calate del 15,2% rispetto allo stesso periodo del 2024. Se la tendenza dovesse confermarsi fino a fine anno, il settore rischia di perdere quasi 2 miliardi di euro.

Le cause? “C’è instabilità geopolitica, i prezzi dei metalli preziosi sono molto variabili e gli Stati Uniti hanno imposto nuove tariffe”, ha spiegato la presidente. Fattori che hanno colpito duro, soprattutto nei mercati chiave come il Medio Oriente e gli Stati Uniti.

Prezzi alle stelle e tensioni crescenti

A complicare ulteriormente il quadro c’è la corsa senza precedenti di oro e argento, che hanno raggiunto livelli mai visti. “Il 2026 non parte sotto una buona stella”, ha ammesso Squarcialupi. “Oltre ai prezzi, stanno emergendo nuove tensioni geopolitiche. La crisi in Iran sta destabilizzando il Medio Oriente, un mercato fondamentale per noi”.

Gli analisti segnalano che l’oro ha superato quota 2.300 dollari l’oncia nelle ultime settimane, mentre l’argento si mantiene oltre i 28 dollari. Prezzi così alti mettono sotto pressione soprattutto le piccole imprese, che vedono ridursi i margini.

Tra stand e strategie, la sfida delle imprese

Nonostante il momento complicato, negli stand della fiera – allestiti alla Fiera di Vicenza – si respira una certa prudente fiducia. “Il 2026 sarà un anno ancora incerto e difficile”, ha detto Squarcialupi. “Ma credo nella capacità del settore di reagire, di rimettersi in gioco”.

Secondo la presidente, la strada da seguire passa dall’aggregazione tra aziende. “Le imprese stanno crescendo, soprattutto in termini di dimensioni”, ha spiegato. “In questo momento, fare squadra è la via migliore per affrontare le difficoltà”. Un messaggio condiviso anche da diversi imprenditori presenti. “Solo uniti possiamo resistere alle turbolenze”, ha confidato un produttore vicentino, preferendo restare anonimo.

L’Italia tiene alta la bandiera

Nonostante tutto, l’Italia resta uno dei protagonisti mondiali nella gioielleria. “Siamo la terza manifattura al mondo, dopo Cina e India”, ha ricordato Squarcialupi. Un risultato costruito su competenze, creatività e qualità riconosciute ovunque.

Nel 2024, secondo Federorafi, il settore ha superato i 10 miliardi di euro di export, con oltre 8.000 imprese attive e circa 30.000 addetti. Numeri che dimostrano la forza di un comparto capace di innovarsi anche nei momenti difficili.

Vicenzaoro, tra sfide e futuro

Vicenzaoro January 2026 si conferma così non solo come vetrina delle eccellenze italiane, ma anche come luogo dove si parla delle sfide che aspettano il settore. “Dobbiamo fermarci un attimo e capire come muoverci in questo scenario”, ha concluso Squarcialupi. Nei corridoi della fiera si parla già di digitale, sostenibilità e mercati emergenti. Temi che molti vedono come fondamentali per la ripresa nei prossimi mesi.

La manifestazione va avanti fino a lunedì 20 gennaio, con oltre 1.300 espositori da tutto il mondo e una serie di incontri dedicati alle strategie per superare la crisi. Tutti gli occhi restano puntati su Vicenza: qui si gioca una partita decisiva per il futuro dell’oreficeria italiana.