Milano, 22 gennaio 2026 – Amplifon ha ottenuto nei giorni scorsi l’accesso al regime fiscale di adempimento collaborativo dall’Agenzia delle Entrate, segnando un passo importante nella trasparenza fiscale italiana. La decisione, resa ufficiale con un provvedimento pubblicato sul sito dell’Agenzia, riguarda la multinazionale milanese specializzata in soluzioni per l’udito, ora parte di un ristretto gruppo di aziende italiane che adottano questo particolare sistema.
Regime di adempimento collaborativo: cosa cambia davvero
Introdotto nel 2015, il regime di cooperative compliance si ispira alle migliori pratiche internazionali sulla trasparenza fiscale. Le aziende che vi aderiscono devono avere un sistema chiaro per la gestione e il controllo dei rischi fiscali. Il rapporto con l’Amministrazione Finanziaria si basa su un confronto continuo e anticipato: ogni possibile problema fiscale viene discusso in anticipo con l’Agenzia delle Entrate, riducendo così incertezze e contenziosi.
Fonti interne spiegano che la scelta di Amplifon fa parte di una strategia più ampia, ispirata al proprio Codice Etico. Questo regime non solo dà maggiore sicurezza sulle questioni fiscali, ma aiuta anche a creare valore sostenibile per tutti gli stakeholder.
Le parole del management e il profilo dell’azienda
“Entrare nel regime di adempimento collaborativo dimostra la solidità della nostra governance fiscale e dei controlli interni, oltre all’impegno per un dialogo trasparente con le istituzioni”, ha detto il CEO di Amplifon, Enrico Vita, commentando la notizia. Vita ha aggiunto che “prevenire i rischi fiscali è un valore fondamentale nel nostro modo di fare impresa, che punta all’etica e alla sostenibilità”.
Fondata a Milano nel 1950, Amplifon oggi è presente in oltre 25 Paesi con più di 9.500 punti vendita. È uno dei leader mondiali nel settore dell’audioprotesi. Negli ultimi anni ha puntato su una crescita sostenibile, prestando sempre più attenzione ai temi ESG (Environmental, Social and Governance), come emerge dai suoi ultimi report annuali.
Un segnale chiaro per il mercato e la trasparenza fiscale
L’ingresso nel regime di cooperative compliance è un segnale forte per il mercato italiano. Secondo gli esperti fiscali, questa scelta rafforza la posizione di Amplifon tra le aziende più attente alla trasparenza e alla gestione responsabile dei rapporti con il fisco. Non è solo un obbligo formale: il regime prevede un impegno concreto nella prevenzione dei rischi fiscali, che può tradursi in maggiore fiducia da parte di investitori e operatori.
Il provvedimento arriva in un momento in cui la trasparenza fiscale è al centro del dibattito, sia in Italia che all’estero. Negli ultimi anni il nostro Paese ha aumentato i controlli e ha introdotto strumenti per premiare comportamenti virtuosi. L’iscrizione nell’elenco pubblico delle società ammesse – consultabile sul sito dell’Agenzia delle Entrate – dà a Amplifon ulteriore visibilità.
Cosa significa per il futuro e per gli stakeholder
Per Amplifon, entrare nel regime di adempimento collaborativo significa gestire in modo più strutturato il rapporto con l’Amministrazione Finanziaria. L’azienda potrà contare su meno incertezze riguardo alle questioni fiscali più delicate e su un canale preferenziale per risolvere in anticipo eventuali controversie.
Alcuni osservatori ritengono che questa mossa possa spingere altre grandi aziende italiane a seguire la stessa strada. “La trasparenza fiscale è ormai un punto centrale nella valutazione della sostenibilità aziendale”, commenta un consulente fiscale milanese che monitora da vicino i cambiamenti normativi.
In attesa di nuovi sviluppi, Amplifon rafforza così la sua posizione tra le imprese che puntano su etica, sostenibilità e dialogo aperto con le istituzioni, in linea con le aspettative di un mercato sempre più attento alla responsabilità sociale d’impresa.
