Francoforte, 22 gennaio 2026 – La Banca Centrale Europea alza la guardia sul fronte della vigilanza bancaria, puntando su due temi che ormai pesano sempre di più: i rischi geopolitici e le minacce legate a cyber attacchi o guasti tecnologici. A spiegare le mosse dell’istituto sono Sharon Donney, del board della vigilanza BCE, e Mario Quagliarello, responsabile della strategia di supervisione e rischio, che parlano di un settore bancario europeo alle prese con un “contesto esterno difficile”.
Banche europee nel mirino: allarme rischi geopolitici e cyber
Donney e Quagliarello mettono in chiaro che i rischi geopolitici sono una delle minacce più serie per la stabilità delle banche. Nel 2026 scatterà uno stress test inverso che avrà proprio questo obiettivo: ogni banca dovrà immaginare uno scenario di crisi geopolitica e valutare come potrebbe impattare sulle proprie attività. L’esercizio coinvolgerà le principali banche dell’area euro e i risultati saranno pubblicati in estate.
La scelta di far definire gli scenari alle stesse banche, spiegano i vertici BCE, serve a “testare la capacità degli istituti di prevedere e gestire shock esterni”, in un panorama internazionale segnato da tensioni commerciali, conflitti locali e instabilità politica. Nel testo si sottolinea come “posizioni solide di capitale e liquidità, insieme a una redditività sostenibile, siano fondamentali per resistere a questi rischi”.
Cyber attacchi e tecnologia: la nuova frontiera della vigilanza
Non meno importante è il rischio di blocchi operativi causati da attacchi informatici o malfunzionamenti interni. Negli ultimi mesi, alcune banche europee hanno subito tentativi di intrusione nei loro sistemi digitali, con conseguenti interruzioni temporanee dei servizi online e difficoltà nella gestione delle attività quotidiane.
La BCE vuole quindi intensificare il controllo sulle infrastrutture IT delle banche, chiedendo maggiore chiarezza sulle misure adottate per prevenire e gestire gli incidenti cyber. “La resilienza operativa non è più solo un problema tecnico, ma un elemento chiave per la stabilità finanziaria”, ha detto Quagliarello in un’intervista recente. Nel mirino della vigilanza finirà anche l’uso dell’Intelligenza Artificiale nei processi bancari e l’impatto che questa ha sui rischi.
Intelligenza artificiale: tra opportunità e rischi
La BCE tiene d’occhio l’uso crescente dell’IA nel settore bancario. Se da un lato queste tecnologie promettono efficienza e velocità – dalla gestione dei dati alla lotta alle frodi – dall’altro aprono nuovi fronti in tema di sicurezza e trasparenza. La vigilanza chiederà alle banche di spiegare come utilizzano l’intelligenza artificiale, valutando i rischi legati a errori nei algoritmi o a decisioni automatiche non controllate.
“Non basta adottare tecnologie nuove, bisogna farlo con responsabilità”, ha ribadito Donney durante un incontro con i vertici delle principali banche europee. L’obiettivo è “assicurare che l’innovazione non metta a rischio la solidità del sistema”.
2026, l’anno della vigilanza più rigorosa
Il nuovo modo di fare vigilanza della BCE segna una svolta rispetto al passato. L’attenzione su rischi geopolitici, sicurezza informatica e tecnologia riflette la volontà di anticipare le minacce, non solo di correre ai ripari. Nei prossimi mesi, le banche dovranno dimostrare non solo di avere un patrimonio solido, ma anche di sapersi adattare a uno scenario che cambia in fretta.
La pubblicazione dei risultati dello stress test inverso, prevista per l’estate, sarà un momento decisivo per tutto il sistema. Solo allora si potrà capire se il settore bancario europeo è davvero pronto a reggere le sfide di un mondo sempre più complesso e connesso.
