Cefalù, 22 gennaio 2026 – Sono 71 i nuovi studenti che in questi giorni hanno varcato la soglia del polo di Medicina e Chirurgia a Cefalù, dando il via al secondo anno del corso nato dalla collaborazione tra UniCamillus e la Fondazione Giglio. Un numero che, sommato ai 55 iscritti del primo anno, conferma la crescita del progetto e il suo sempre maggiore legame con la Sicilia. “Vediamo i primi risultati importanti, non solo nella cura, ma anche nella formazione e nella ricerca”, hanno spiegato il presidente della Fondazione Giglio, Victor Mario di Maria, e il rettore di UniCamillus, Gianni Profita, che è anche vicepresidente della Fondazione.
Cefalù, un polo in fermento tra didattica e ricerca
Il corso di laurea in Medicina e Chirurgia, partito lo scorso anno, ha visto aumentare gli iscritti. Per i vertici delle due istituzioni, “è la prova che l’università si sta radicando sempre di più in Sicilia”. Sono già 41 i docenti coinvolti nelle varie materie, mentre l’ufficio amministrativo conta tre persone dedicate all’organizzazione. E non è tutto: sono partiti due progetti di ricerca congiunti tra professionisti del Giglio e UniCamillus.
Uno di questi ha portato alla creazione di un consorzio per una call europea nell’ambito di Horizon, l’altro ha dato vita a un partenariato per un bando della Regione Siciliana, con due aziende – Promed22 e Gesan – insieme al Cnr e all’Università di Messina. Un segnale chiaro di come si voglia puntare sulla ricerca scientifica locale.
Borse di studio per trattenere i talenti in Sicilia
Nel primo anno sono state assegnate 13 borse di studio per un totale di 60mila euro, rivolte a studenti meritevoli residenti in Sicilia. L’obiettivo è semplice: fermare la fuga dei giovani verso altre università italiane o straniere. “Stiamo creando le condizioni per tenere i nostri giovani talenti e dare nuova linfa all’economia delle Madonie”, hanno detto Di Maria e Profita.
Fondamentale è stato il supporto della politica: “Questo risultato non sarebbe stato possibile senza la spinta e il sostegno del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, che ha creduto fortemente in questo progetto per migliorare la sanità siciliana”, hanno aggiunto i due.
Ospedale Giglio, un campus tra aule e laboratori
La sede di UniCamillus a Cefalù si trova all’interno dell’ospedale Giglio, dove sono stati allestiti nuovi spazi per le lezioni e laboratori dedicati alla ricerca. Gli studenti possono così studiare immersi nella realtà ospedaliera, un valore aggiunto sia per la qualità della formazione sia per le possibilità di tirocinio.
La presenza costante di medici e docenti permette agli studenti di confrontarsi subito con casi clinici reali e le sfide della medicina di oggi. “Solo così si forma una nuova generazione di medici preparati e legati al proprio territorio”, ha rimarcato Di Maria.
Crescita e prospettive: Cefalù punta in alto
L’aumento degli iscritti e l’avvio dei progetti di ricerca sono, per chi guida l’iniziativa, “i primi segnali concreti dell’impatto che questo progetto può avere sul territorio”. L’obiettivo è che il polo di Cefalù diventi un punto di riferimento non solo per la formazione medica in Sicilia, ma anche per la ricerca e l’innovazione in campo sanitario.
“Abbiamo creduto in questa sfida – ha concluso Profita – perché siamo convinti che solo investendo su formazione e ricerca si può davvero cambiare la sanità regionale”. È un percorso appena iniziato, ma che già mostra risultati concreti.
