Ciciliano: sopralluoghi nel Sud per dichiarare lo stato di emergenza nazionale

Ciciliano: sopralluoghi nel Sud per dichiarare lo stato di emergenza nazionale

Ciciliano: sopralluoghi nel Sud per dichiarare lo stato di emergenza nazionale

Matteo Rigamonti

Gennaio 22, 2026

Cagliari, 22 gennaio 2026 – Questa mattina, il capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, ha guidato un sopralluogo sulla spiaggia del Poetto, a Cagliari, per fare il punto sui danni lasciati dal ciclone Harry che ha investito il Sud Italia nei giorni scorsi. Poco dopo le 10.30, Ciciliano ha spiegato ai giornalisti che l’obiettivo è raccogliere dati tecnici per avviare la richiesta dello stato di emergenza nazionale.

Ciclone Harry, sopralluoghi decisivi per l’emergenza

“Stiamo facendo una valutazione tecnica per preparare la richiesta dello stato di emergenza nazionale, che poi spetta al Consiglio dei Ministri approvare”, ha detto Ciciliano. Dietro di lui, i tecnici della Protezione Civile scattavano foto e prendevano appunti tra dune erose e cabine danneggiate. Presenti anche le autorità locali, tra cui il sindaco di Cagliari, Paolo Truzzu, a sottolineare la serietà della situazione. “Il presidente del Consiglio e i ministri sono tutti sulla stessa linea”, ha aggiunto Ciciliano, lasciando intendere che la richiesta avrà un appoggio trasversale.

Danni pesanti e comunità sotto shock

Il ciclone Harry ha colpito la Sardegna tra il 19 e il 20 gennaio, portando venti oltre i 100 km/h e piogge intense. Il Poetto, una delle spiagge urbane più frequentate d’Italia, ha subito l’erosione di ampi tratti di arenile e danni gravi agli stabilimenti balneari. Le prime stime della Protezione Civile regionale parlano di danni per oltre 15 milioni di euro solo nel tratto di Cagliari. “Abbiamo visto famiglie evacuate e attività chiuse”, racconta Marco Piras, bagnino storico, indicando barche rovesciate sulla sabbia.

La missione si sposta in Calabria e Sicilia

Dopo la tappa in Sardegna, Ciciliano si sposterà in Calabria, sulla costa ionica, dove il maltempo ha causato frane e strade interrotte nei comuni di Soverato e Monasterace. Nel mirino anche la Sicilia, tra Messina e Catania, zone già colpite da alluvioni negli ultimi anni. “Stiamo raccogliendo dati precisi su tutti i territori colpiti”, spiega Ciciliano, “per preparare una risposta rapida e mirata”. Le squadre tecniche lavorano da giorni per mappare i danni a strade, case e imprese.

Come si procede con lo stato di emergenza

La dichiarazione dello stato di emergenza nazionale segue un iter preciso: dopo il rapporto tecnico della Protezione Civile, la richiesta arriva al Consiglio dei Ministri, che valuta i danni e decide se servono interventi straordinari. Solo allora si possono sbloccare fondi per la ricostruzione e l’assistenza. “Noi forniamo un quadro chiaro della situazione”, ha ribadito Ciciliano, “poi la decisione spetta alla politica”.

Le istituzioni locali chiedono aiuto

I Comuni coinvolti hanno chiesto interventi urgenti. Il sindaco Truzzu parla di “una ferita profonda per la città”. L’assessore regionale all’Ambiente, Gianni Lampis, chiede “risorse immediate per mettere in sicurezza le coste”. Nel frattempo, molti residenti si sono radunati lungo il lungomare per seguire i lavori di pulizia e proteggere quel che resta delle loro attività.

I prossimi passi, l’attesa per i fondi

Nei prossimi giorni la Protezione Civile completerà i sopralluoghi. Solo dopo la relazione finale si potranno conoscere tempi e modalità degli aiuti economici. “Non possiamo ancora fare una stima precisa dei danni”, ammette un funzionario regionale, “ma la priorità è aiutare subito chi ha perso la casa o il lavoro”. Intanto, la macchina dei soccorsi continua a correre senza sosta tra Cagliari, Calabria e Sicilia orientale.