Tunisi, 22 gennaio 2026 – Il futuro degli investimenti energetici in Tunisia è stato il fulcro di un incontro istituzionale tenutosi ieri nella capitale. La ministra dell’Industria, delle Miniere e dell’Energia, Fatma Thabet Chiboub, ha incontrato il nuovo responsabile per il Nord Africa di Eni, Diego Portoghese. La riunione, ospitata nella sede del ministero tunisino, ha visto anche la partecipazione del segretario di Stato per la Transizione Energetica, Wael Chouchane, della capo di Gabinetto Afaf Chachi Tayari e del direttore generale di Eni Tunisia, Alberto Maliardi. Al centro del confronto, il rafforzamento della collaborazione tra la Tunisia e il gruppo energetico italiano, con un focus particolare sugli investimenti nel settore degli idrocarburi.
Eni e Tunisia, un legame che dura da decenni
Durante il colloquio, entrambe le delegazioni hanno messo in luce la solidità delle relazioni bilaterali tra la Tunisia e l’azienda italiana. “Eni è un partner strategico per il nostro Paese fin dagli anni Sessanta”, ha ricordato la ministra Chiboub, citando il ruolo della società nello sviluppo di numerosi giacimenti, tra cui quello di El Borma, nel sud tunisino, al confine con l’Algeria. Un sito che resta ancora oggi una delle principali fonti di produzione petrolifera nazionale.
Ma la presenza di Eni in Tunisia non si limita all’estrazione. Nel tempo, l’azienda ha lanciato progetti di formazione tecnica e ha trasmesso competenze, contribuendo alla crescita del settore energetico locale. “Abbiamo costruito insieme una storia fatta di investimenti e innovazione”, ha spiegato Diego Portoghese, arrivato da poche settimane alla guida dell’area Nord Africa per il gruppo italiano.
Nuovi investimenti puntati sul sud del Paese
Al centro del dialogo anche le prospettive per il futuro. Dal ministero tunisino è stato riferito che si è discusso delle attività attuali di Eni e di possibili nuovi investimenti nelle regioni meridionali. L’attenzione si concentra soprattutto sulla collaborazione con la compagnia petrolifera nazionale tunisina, l’Etap (Entreprise Tunisienne d’Activités Pétrolières), partner storico di Eni nei principali progetti di esplorazione e produzione.
Fonti ministeriali hanno spiegato che l’obiettivo comune è “rafforzare la sicurezza energetica della Tunisia e sostenere uno sviluppo sostenibile delle risorse naturali”. Un tema centrale nell’agenda del governo, soprattutto in un momento in cui il Paese deve affrontare sfide legate all’approvvigionamento energetico e alla transizione verso fonti più pulite.
Transizione energetica: un impegno condiviso
Non solo petrolio. Nel corso dell’incontro si è parlato anche delle strategie per la transizione energetica, con particolare attenzione alle energie rinnovabili e all’efficienza degli impianti già esistenti. Il segretario di Stato Wael Chouchane ha illustrato i piani del governo per aumentare la quota di energia da fonti alternative entro il 2030. “La collaborazione con partner internazionali come Eni è fondamentale per raggiungere questi obiettivi”, ha detto Chouchane.
Anche Diego Portoghese ha ribadito l’impegno dell’azienda a sostenere la Tunisia non solo sul fronte degli idrocarburi, ma anche nello sviluppo di tecnologie innovative per ridurre le emissioni. “Siamo pronti a mettere a disposizione le nostre competenze per accompagnare la transizione energetica tunisina”, ha assicurato il manager italiano.
Prospettive e segnali concreti
L’incontro si è chiuso con un impegno rinnovato a rafforzare la cooperazione. Fonti vicine al dossier rivelano che nei prossimi mesi potrebbero arrivare annunci su nuovi progetti comuni nel settore dell’energia e della formazione tecnica. La presenza di Eni in Tunisia – oggi con circa 400 dipendenti tra personale locale e internazionale – è vista dal governo come un elemento cruciale per lo sviluppo economico del sud del Paese.
“Servono investimenti stabili e duraturi”, ha confidato una fonte ministeriale al termine della riunione. Solo così, secondo Tunisi, sarà possibile garantire crescita e lavoro in un settore strategico come quello degli idrocarburi. Eni, da parte sua, sembra pronta a proseguire su questa strada, puntando su innovazione e sostenibilità per consolidare la sua presenza nel Paese nordafricano.
