Euro in stallo: cosa aspettarci dal cambio con il dollaro?

Euro in stallo: cosa aspettarci dal cambio con il dollaro?

Euro in stallo: cosa aspettarci dal cambio con il dollaro?

Giada Liguori

Gennaio 22, 2026

Milano, 22 gennaio 2026 – L’euro si è presentato questa mattina ai mercati valutari con un andamento stabile sul dollaro e un piccolo rialzo contro lo yen giapponese. Una giornata che, secondo gli operatori di Piazza Affari, promette pochi scossoni. Alle 9.30 la moneta unica veniva scambiata a 1,1691 dollari, in lieve aumento dello 0,04% rispetto alla chiusura di ieri. Contro lo yen il cambio saliva a 185,6400, segnando un +0,36%. Movimenti contenuti, che riflettono l’attesa degli investitori in vista dei dati economici e delle decisioni delle banche centrali.

Euro stabile sul dollaro, mercato in attesa delle mosse della Fed

La giornata è iniziata con un clima di prudenza tra chi opera sul Forex. L’euro è rimasto praticamente fermo sul dollaro, intorno a quota 1,1690. “Non sono arrivate sorprese né dall’Europa né dagli Stati Uniti”, ha detto un analista di una banca d’investimento milanese, contattato poco dopo l’apertura. “Gli investitori aspettano i verbali della Federal Reserve in programma domani e i dati sull’inflazione americana che arriveranno a metà settimana”.

Il cambio euro-dollaro resta così ancorato ai livelli della vigilia. Le variazioni sono state minime, con volumi di scambio – secondo Bloomberg – nella media del periodo. “Il mercato sembra voler evitare mosse nette prima di avere indicazioni chiare sulle prossime decisioni della Fed”, ha aggiunto la stessa fonte.

Lieve spinta contro lo yen, occhi sulla Banca del Giappone

Più vivace il movimento dell’euro contro lo yen giapponese. Il cambio è salito a 185,6400, con un rialzo dello 0,36%. Secondo alcuni operatori sentiti questa mattina, il dato riflette la debolezza dello yen e le attese per la riunione della Banca del Giappone, in calendario per venerdì.

“Il mercato dà per scontato che la BoJ manterrà una politica molto morbida”, ha spiegato un gestore di fondi attivo in Asia. “Non ci aspettiamo cambiamenti sui tassi giapponesi almeno fino a primavera”. La banca centrale, guidata da Kazuo Ueda, ha più volte sottolineato la necessità di sostenere la crescita interna, lasciando intendere che non ci saranno strette nel breve termine.

Inflazione e banche centrali: il quadro globale

Il panorama resta dominato dall’attesa sulle mosse delle banche centrali. In Europa, la presidente della BCE Christine Lagarde ha ribadito la scorsa settimana che “l’inflazione sta rallentando ma rimane sopra il target del 2%”, lasciando intendere che i tassi resteranno fermi per qualche mese. Negli Stati Uniti, invece, cresce la curiosità su quando la Federal Reserve deciderà il primo taglio dei tassi.

Secondo le ultime stime del Fondo Monetario Internazionale, l’economia globale dovrebbe crescere dell’1,8% nel primo trimestre dell’anno. Se confermato, questo dato potrebbe pesare sulle decisioni delle banche centrali e, di conseguenza, sui movimenti delle valute principali.

Operatori prudenti, lo sguardo è ai prossimi dati

Sui desk delle principali banche d’affari di Milano si respira prudenza. “Per ora non vediamo segnali di movimenti forti”, ha detto un trader specializzato in valute. “Tutto dipenderà dai dati economici dei prossimi giorni e dalle dichiarazioni dei banchieri centrali”. Anche tra gli investitori istituzionali prevale l’attesa: molti preferiscono tenere posizioni difensive in vista delle riunioni di BCE e Fed.

Nel frattempo, secondo le prime rilevazioni di Reuters, i volumi di scambio sull’euro restano in linea con quelli delle settimane passate. Nessuna traccia di volatilità anomala o di movimenti speculativi fuori dal normale.

Valute e borse: poche variazioni, Milano in lieve rialzo

Tra le altre valute principali, il franco svizzero si è mosso poco contro l’euro, a 1,045, mentre la sterlina britannica è rimasta stabile a 0,857. Le borse europee hanno aperto con un leggero guadagno: a Milano il Ftse Mib segnava +0,2% alle 10.00, spinto dai titoli bancari e dal settore energetico.

In sintesi, anche se la giornata sui mercati valutari è partita senza scosse, gli occhi restano puntati sulle prossime mosse delle banche centrali e sui dati economici in arrivo. Solo allora si capirà se l’euro riuscirà a prendere una direzione più chiara rispetto alle altre valute principali.