I milionari dei G20 si schierano: Trump visto come una minaccia da 6 su 10

I milionari dei G20 si schierano: Trump visto come una minaccia da 6 su 10

I milionari dei G20 si schierano: Trump visto come una minaccia da 6 su 10

Giada Liguori

Gennaio 22, 2026

Davos, 22 gennaio 2026 – Sei milionari su dieci nei Paesi del G20 vedono la presidenza Trump come una fonte di instabilità per l’economia globale e per la vita di tutti i giorni. A emergere è un sondaggio firmato Survation per Patriotic Millionaires International, diffuso proprio mentre si apre il World Economic Forum di Davos. Mentre i grandi patrimoni si dividono sull’andamento del mondo, quasi 400 milionari e miliardari di 24 Paesi hanno firmato una lettera aperta ai leader globali: vogliono una tassa più severa sui super-ricchi per frenare la concentrazione di ricchezza.

Milionari allarmati: Trump e la stabilità a rischio

Il sondaggio dice chiaro e tondo che il 60% dei milionari nei Paesi del G20 pensa che la presidenza Trump stia mettendo a rischio la stabilità economica mondiale. Il clima è pesante, con tensioni politiche sempre più forti e un senso diffuso di ingiustizia sociale. Il 77% degli intervistati denuncia un’influenza eccessiva dei super-ricchi nella politica, mentre il 71% è preoccupato che questa ricchezza estrema possa condizionare le elezioni. “Gli americani si trovano di fronte a un presidente fuori controllo”, ha detto l’attore e regista statunitense Mark Ruffalo, che ha firmato l’appello.

La lettera ai potenti: “Tassateci di più”

La lettera, chiamata “Time To Win”, conta quasi 400 firme di milionari e miliardari, tra cui nomi noti come Brian Cox, Brian Eno e Abigail Disney. Coordinata da Patriotic Millionaires International con Oxfam e Millionaires for Humanity, è stata resa pubblica proprio a Davos. Il messaggio è chiaro: i grandi patrimoni devono pagare più tasse. “L’estrema disuguaglianza ha aiutato l’ascesa di Trump ed è alla base dell’ondata autoritaria che vediamo negli Stati Uniti e altrove”, ha detto Ruffalo. “Tassare chi ha tanto è la strada giusta”.

Disuguaglianza record: i numeri di Oxfam

Secondo i dati di Oxfam International, l’1% più ricco del mondo possiede oggi una ricchezza complessiva tre volte superiore a quella pubblica globale. Un divario senza precedenti negli ultimi decenni. “Non si può più ignorare questa disuguaglianza scandalosa”, ha detto il musicista Brian Eno, anche lui tra i firmatari. “Questa concentrazione di ricchezza ci ha tolto potere politico, sicurezza economica e risorse pubbliche. È ora di aumentare le tasse sui super-ricchi”.

Super-ricchi e politica: un peso troppo grande

Il sondaggio Survation mette in luce una presa di coscienza tra gli stessi milionari sul proprio ruolo nella società. Il 77% ammette che i super-ricchi hanno troppa influenza politica. Il 71% teme che questa possa condizionare le elezioni democratiche. “Lo scorso anno la ricchezza dei miliardari è cresciuta come mai prima”, spiega Amitabh Behar, direttore esecutivo di Oxfam International. “Oggi i super-ricchi hanno campo libero. È pazzesco che l’1% più ricco detenga tre volte la ricchezza pubblica mondiale”.

Davos sotto pressione: proteste e richieste di cambiamento

La questione delle tasse ai grandi patrimoni è tornata al centro del dibattito al World Economic Forum di Davos. Nelle strade della cittadina svizzera, tra luci e controlli, sono scesi in piazza attivisti che chiedono più giustizia fiscale. Nei saloni del Congress Centre, i leader mondiali devono affrontare una domanda che pesa sempre di più: come ridurre il divario tra chi ha troppo e chi non ce la fa? La lettera firmata da milionari e star dello spettacolo è un segnale forte: anche chi possiede molto sa che senza riforme profonde la spaccatura sociale rischia di allargarsi ancora.

Per gli organizzatori del forum, la redistribuzione della ricchezza sarà uno dei temi principali dell’edizione 2026. Ma, come spesso succede a Davos, resta da vedere se alle parole seguiranno fatti veri.