L’Europa in bilico: i mercati reagiscono alle parole di Trump a Davos

L'Europa in bilico: i mercati reagiscono alle parole di Trump a Davos

L'Europa in bilico: i mercati reagiscono alle parole di Trump a Davos

Giada Liguori

Gennaio 22, 2026

Milano, 22 gennaio 2026 – Le Borse europee hanno chiuso oggi con segnali contrastanti, in una seduta segnata da scambi ridotti e nervosismo. Gli operatori hanno tenuto d’occhio soprattutto le parole di Donald Trump a Davos e le ultime novità sui dazi americani. Francoforte ha chiuso in calo dello 0,58%, mentre Londra e Parigi hanno messo a segno piccoli guadagni, rispettivamente dello 0,11% e dello 0,08%. Al centro dell’attenzione resta la tensione tra Stati Uniti e Unione Europea, con la questione della Groenlandia che è tornata a far discutere a livello internazionale.

Trump a Davos rilancia la Groenlandia: nuova tensione tra Usa e Ue

Al World Economic Forum di Davos, l’ex presidente americano ha riacceso i riflettori sulla Groenlandia, sottolineandone il ruolo chiave nella geopolitica attuale. “La Groenlandia è una priorità per la sicurezza nazionale americana”, ha detto Trump davanti a una platea di leader politici ed economici. Parole che hanno subito fatto muovere i mercati, già sensibili alle tensioni commerciali tra Washington e Bruxelles. Per alcuni esperti di Piazza Affari, questa mossa potrebbe anticipare nuove pressioni sull’Europa riguardo risorse naturali e rotte commerciali nell’Artico.

Dazi Usa, l’Ue prepara la risposta

Sul fronte dei dazi, l’Unione Europea sta studiando come reagire ai possibili nuovi balzelli americani. Fonti della Commissione rivelano che Bruxelles sta valutando “tutte le opzioni sul tavolo” per difendere i settori più a rischio, in particolare l’auto e l’agroalimentare. “Non staremo a guardare”, ha confidato un funzionario europeo a Strasburgo. Il rischio di una nuova escalation commerciale ha frenato gli acquisti sui mercati europei, soprattutto sui titoli legati all’export.

Mercati divisi, Francoforte in calo, Londra e Parigi in lieve rialzo

Guardando ai singoli listini, la Borsa di Francoforte ha risentito delle vendite sul comparto industriale e bancario, chiudendo a 16.320 punti (-0,58%). A pesare anche alcune trimestrali deludenti, come quella di Siemens. Londra invece ha tenuto grazie alla spinta del settore energetico e minerario: il FTSE 100 ha chiuso a 7.540 punti (+0,11%). Parigi ha guadagnato terreno con i rialzi di LVMH e TotalEnergies, chiudendo il CAC 40 a 7.210 punti (+0,08%). Milano ha vissuto una giornata altalenante: il FTSE MIB ha oscillato tra 30.200 e 30.500 punti, per poi chiudere appena sopra la parità.

Trader prudenti, in attesa di sviluppi

Gli operatori sono rimasti cauti per tutta la giornata. “L’incertezza è alta, pesa sia la tensione geopolitica sia la debolezza dei dati economici”, ha spiegato un trader di una banca d’affari milanese. Molti hanno preferito ridurre l’esposizione in attesa di capire meglio come evolveranno i negoziati commerciali. Secondo gli analisti di Société Générale, la volatilità potrebbe continuare nelle prossime settimane, soprattutto se gli Stati Uniti dovessero adottare nuove misure protezionistiche.

Sguardo al futuro: Bruxelles e Washington al centro delle attenzioni

Ora tutti guardano alle prossime mosse di Bruxelles e Washington. La Commissione europea dovrebbe riunirsi a breve per definire la strategia contro i dazi americani. Dall’altra parte dell’Atlantico, invece, non arrivano segnali di distensione: secondo il Financial Times, l’amministrazione Trump sta valutando ulteriori restrizioni su prodotti europei di alto valore.

In questo clima, i mercati rimangono in stand-by. Solo quando sarà chiaro il punto di vista di entrambe le parti si potranno capire gli effetti concreti sulle Borse europee e sull’economia del Vecchio Continente. Per ora, la prudenza è la parola d’ordine.