Bruxelles, 22 gennaio 2026 – Al vertice Ue di oggi, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha messo in luce come la cooperazione tra Europa e Stati Uniti abbia segnato una svolta nelle relazioni transatlantiche. Dopo settimane di tensioni, legate alla vicenda della Groenlandia e ai possibili nuovi dazi commerciali, si intravede un cambio di passo. Merz, arrivato poco dopo le 9.30 davanti al Justus Lipsius Building, ha parlato con i giornalisti: “È chiaro che l’unità e la determinazione europea possono davvero portare risultati”, ha detto con un tono diretto e pragmatico.
Trump molla la Groenlandia e i dazi: la svolta inattesa
Tutto era cominciato all’inizio di gennaio, quando il presidente americano Donald Trump aveva fatto capire di voler prendere il controllo diretto della Groenlandia, territorio autonomo danese. Una proposta che aveva subito scatenato reazioni forti a Copenaghen e nelle capitali europee. Nei giorni seguenti, la Casa Bianca aveva anche minacciato nuovi dazi su prodotti europei, con scadenza al 1° febbraio, alimentando il timore di una nuova guerra commerciale.
Solo nelle ultime ore, secondo fonti diplomatiche, è arrivata la conferma che Trump ha deciso di fare un passo indietro su entrambi i fronti. “Sono molto grato che il presidente Trump abbia lasciato perdere i suoi piani di prendere la Groenlandia”, ha detto Merz. “E che abbia rinunciato a mettere i dazi il 1° febbraio”. Parole che segnano una tregua dopo settimane di tensione altissima.
L’Europa ha spinto, Washington ha ceduto
Dietro questo cambio di rotta, spiegano fonti vicine al dossier, c’è stata una fitta rete di contatti tra Bruxelles, Berlino, Parigi e Washington. Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel avrebbe parlato al telefono almeno tre volte con la Casa Bianca nell’ultima settimana. Anche la premier danese Mette Frederiksen ha avuto un ruolo decisivo, difendendo con fermezza la sovranità della Groenlandia e chiedendo “rispetto per le istituzioni democratiche europee”.
“Questo è il frutto dei nostri sforzi congiunti tra Europa e Stati Uniti per trovare una via d’uscita in tempi difficili come questi”, ha aggiunto Merz. Il cancelliere ha poi sottolineato il valore dell’unità europea: “Solo quando l’Europa si presenta compatta può davvero contare nelle grandi questioni globali”.
Soddisfazione ma restano le incognite
La notizia del passo indietro americano è stata accolta con sollievo nei corridoi delle istituzioni europee. Un funzionario francese, incontrato poco prima dell’avvio dei lavori, ha confidato: “Non era affatto scontato. Fino a ieri sera temevamo che i dazi sarebbero comunque scattati”. Anche la delegazione italiana si è detta soddisfatta: “Un segnale importante per la stabilità dei mercati”, ha commentato una fonte del Ministero dell’Economia.
Resta però la consapevolezza che i rapporti tra Unione Europea e Stati Uniti rimangono delicati. Nei prossimi mesi, spiegano gli analisti, serviranno altri passi concreti per evitare il ritorno di tensioni commerciali o geopolitiche. Il tema sarà al centro del prossimo Consiglio europeo straordinario, previsto per metà febbraio.
Groenlandia: molto più di una questione territoriale
La vicenda della Groenlandia, oltre agli aspetti economici e strategici, ha assunto un valore simbolico per l’Europa. “Non è solo una questione di territorio – ha spiegato un diplomatico danese – ma di rispetto reciproco tra partner storici”. La rinuncia americana viene letta come un riconoscimento al ruolo dell’Unione Europea come protagonista globale.
Nel pomeriggio è atteso un comunicato congiunto tra Bruxelles e Washington. Secondo le prime indiscrezioni, si parlerà di “collaborazione rafforzata” e “impegno comune per la stabilità internazionale”. Ma nei corridoi del vertice Ue la parola d’ordine resta prudenza. Come ha concluso Merz: “Abbiamo ottenuto un risultato importante, ma sappiamo che la strada è ancora lunga”.
