Milano Cortina 2026: scopri i volti dei campioni con Backstage Heroes

Milano Cortina 2026: scopri i volti dei campioni con Backstage Heroes

Milano Cortina 2026: scopri i volti dei campioni con Backstage Heroes

Giada Liguori

Gennaio 22, 2026

Milano, 22 gennaio 2026 – Per la prima volta nella storia dello sport italiano, durante i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026, chi salirà sul podio potrà regalare una medaglia personalizzata a chi lo ha sostenuto nel cammino verso la vittoria. L’iniziativa, chiamata Backstage Heroes, è stata presentata oggi a Milano dal ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, insieme ai vertici del Coni, del Comitato Italiano Paralimpico e dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.

Premiare chi lavora dietro le quinte

L’idea è semplice e nuova: non si vuole riconoscere solo l’atleta, ma anche chi gli sta accanto. Allenatori, fisioterapisti, preparatori, familiari… Ognuno potrà ricevere una delle quattro medaglie personalizzate che ogni vincitore potrà consegnare. “Nessuno vince da solo”, ha detto il ministro Abodi durante la conferenza stampa, sottolineando come il successo sportivo sia sempre frutto di un lavoro di squadra. “Abbiamo voluto mettere in chiaro la gratitudine e il merito di chi contribuisce ai grandi risultati degli atleti”, ha aggiunto, davanti a una platea di rappresentanti federali e giovani sportivi.

Le medaglie che raccontano una storia

Le nuove medaglie, realizzate dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, saranno uguali a quelle ufficiali ma con una dedica speciale. “Con Backstage Heroes diamo forma a un grazie vero”, ha spiegato Michele Sciscioli, amministratore delegato dell’Ipzs. “Per la prima volta gli atleti potranno ringraziare chi, lontano dai riflettori, li ha aiutati a conquistare una medaglia olimpica o paralimpica”. Sarà l’atleta a consegnare la medaglia ai componenti del proprio team, un gesto che vuole sottolineare il valore della condivisione e del riconoscimento.

Un’Olimpiade che rompe gli schemi

Secondo Luciano Buonfiglio, presidente del Coni, questa iniziativa si inserisce in un percorso di novità. “È un’idea straordinaria”, ha detto Buonfiglio, ricordando che questi Giochi già si distinguono per tante prime volte: dai quattro portabandiera ai due bracieri, fino al modello di Olimpiade diffusa tra Milano e Cortina. “Questa volta dedichiamo agli atleti un progetto che, sono certo, sarà apprezzato e potrà diventare un modello per il futuro”, ha concluso il presidente del Coni.

La gratitudine che diventa tangibile

Dietro la scelta di affidarsi all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato c’è la volontà di rendere la gratitudine qualcosa di concreto. Le medaglie saranno fatte con la stessa cura di quelle ufficiali e potranno essere dedicate a chiunque l’atleta ritenga fondamentale nel suo percorso. “Non solo staff tecnico o medico”, ha precisato Marco Giunio De Sanctis, presidente del Comitato Italiano Paralimpico. “Anche un familiare, un amico, chiunque abbia avuto un ruolo decisivo”. Un modo per portare alla luce storie spesso rimaste nascoste.

Reazioni positive e futuro promettente

L’idea ha trovato subito consenso nel mondo dello sport. Alcuni tecnici presenti hanno confidato: “Finalmente si riconosce il lavoro silenzioso dietro ogni successo”. Tra i giovani atleti in sala, qualcuno ha sorriso: “Sarà bello poter dire grazie in modo concreto”. Il progetto Backstage Heroes potrebbe diventare un modello da seguire anche in altre manifestazioni internazionali. “Siamo sicuri che questa idea farà scuola”, ha detto Sciscioli.

Un gesto che lascia il segno

A pochi mesi dall’avvio di Milano Cortina 2026, l’annuncio delle medaglie dedicate ai Backstage Heroes aggiunge un capitolo nuovo nel racconto olimpico italiano. Un gesto semplice – consegnare una medaglia – che racchiude anni di sacrifici condivisi. E che forse cambierà per sempre il modo di festeggiare una vittoria.