Milano, 22 gennaio 2026 – Il prezzo dell’oro ha segnato un lieve calo questa mattina sui principali mercati internazionali delle materie prime, interrompendo la serie di oscillazioni degli ultimi giorni. Alle 9.30, ora italiana, il Gold spot – cioè l’oro con consegna immediata – veniva scambiato a 4.822,96 dollari l’oncia, giù dello 0,16% rispetto alla chiusura di ieri. Intanto, il contratto con consegna a febbraio sul Comex di New York si attestava a 4.825 dollari l’oncia, in calo dello 0,26%.
Oro in lieve calo, mercato in attesa
La giornata è partita con un clima di prudenza tra gli operatori, che hanno preferito aspettare segnali più chiari dalla politica monetaria americana prima di muovere grosse somme sull’oro. Gli esperti di Goldman Sachs parlano di un “consolidamento naturale dopo i rialzi delle scorse settimane”, in un contesto di volatilità contenuta e scambi nella media. “Il mercato resta diviso tra chi punta su un taglio dei tassi Fed e chi teme che l’inflazione possa restare alta più a lungo”, ha spiegato stamattina un trader londinese raggiunto al telefono.
Aspettando i dati Usa, investitori cauti
Il calo di oggi sul prezzo dell’oro arriva mentre gli occhi sono puntati sui dati economici americani in arrivo nei prossimi giorni. In particolare, tutti attendono con attenzione il dato sull’inflazione di dicembre e le prossime mosse della Federal Reserve. “Molti investitori stanno riducendo le posizioni speculative, in attesa di capire se la Fed manterrà un atteggiamento prudente”, ha detto un analista di JP Morgan, sottolineando come la domanda reale resti forte in Asia, soprattutto in India e Cina.
Nelle sale operative di Milano e Francoforte la mattinata è trascorsa senza scossoni. Gli operatori parlano di “prudenza” anche a causa delle tensioni in Medio Oriente, che continuano a spingere gli investimenti verso i beni rifugio come l’oro. Ma il calo odierno viene visto più come una pausa che come un cambio di rotta.
Il dollaro pesa sull’oro
Un altro fattore che ha influito sul metallo prezioso è il rafforzamento del dollaro statunitense nelle ultime ore. Il cambio euro/dollaro si è mantenuto poco sopra 1,08, rendendo l’oro un po’ più caro per chi investe in Europa. “Quando il dollaro sale, l’oro spesso perde terreno”, ha spiegato un operatore di Piazza Affari, ricordando che il metallo è quotato proprio in dollari sui mercati internazionali.
Gli esperti mantengono un atteggiamento prudente sulle prospettive a breve termine. Secondo il World Gold Council, la domanda globale dovrebbe rimanere solida nel primo trimestre 2026, spinta sia dagli acquisti delle banche centrali sia da quelli dei privati nei mercati emergenti. “Non ci aspettiamo scossoni forti nelle prossime settimane, a meno che non arrivino dati macroeconomici o eventi geopolitici inattesi”, ha aggiunto un analista di Société Générale.
In Italia, attenzione e aspettative
Anche in Italia la giornata è iniziata con una certa cautela tra gli operatori del settore orafo e i piccoli risparmiatori. A Valenza, cuore dell’oreficeria piemontese, alcuni artigiani hanno detto che “il prezzo resta comunque alto rispetto allo scorso anno”, mentre a Vicenza, dove si prepara la fiera internazionale dell’oro, si respira un clima di attesa per capire se la domanda globale reggerà anche nel 2026.
Secondo l’Associazione Italiana Operatori Oro, negli ultimi dodici mesi il prezzo dell’oro ha guadagnato circa il 7%, nonostante le recenti fluttuazioni. “Per chi lavora nel settore, questi alti e bassi sono normali”, ha detto un commerciante milanese, “l’importante è che ci sia stabilità nel medio periodo”.
Cosa aspettarsi nei prossimi giorni
In attesa dei dati americani e delle decisioni della Fed, il mercato dell’oro sembra destinato a muoversi in un range ristretto. Gli operatori restano vigili, con lo sguardo rivolto alle borse asiatiche e alle possibili ripercussioni delle tensioni internazionali. Solo allora si potrà capire se la leggera discesa di oggi è stata solo una pausa o l’inizio di una nuova fase per il metallo prezioso.
