Ricalcolo della pensione: scopri come funziona la neutralizzazione dei contributi

Ricalcolo della pensione: scopri come funziona la neutralizzazione dei contributi

Ricalcolo della pensione: scopri come funziona la neutralizzazione dei contributi

Matteo Rigamonti

Gennaio 22, 2026

Roma, 22 gennaio 2026 – Negli ultimi anni, molti lavoratori italiani si trovano, poco prima della pensione, a dover affrontare un demansionamento o a passare al part-time, con una conseguente riduzione dello stipendio. Un problema che, come spiegano gli esperti, può tradursi in una vera e propria penalizzazione sull’importo finale della pensione. Eppure, c’è uno strumento poco conosciuto – la neutralizzazione dei contributi – che permette di “annullare” l’effetto negativo di quei versamenti che, invece di aumentare l’assegno, lo riducono.

Neutralizzazione dei contributi: cosa significa davvero

Andrea Martelli, fondatore e amministratore di MiaPensione, società che si occupa di consulenza previdenziale, spiega che la neutralizzazione serve a evitare che lavorare più a lungo dopo aver maturato i requisiti per la pensione si trasformi in un boomerang. “Può succedere – ha detto Martelli ad Adnkronos/Labitalia – che si versino più contributi ma che la pensione finale sia più bassa, perché la retribuzione degli ultimi anni di lavoro è stata inferiore rispetto al passato”. In pratica, questo strumento permette di escludere dal calcolo quei periodi in cui la retribuzione è stata più bassa, spesso a causa di part-time non voluto o di disoccupazione.

La neutralizzazione può essere chiesta anche da chi ha scelto il pensionamento anticipato. Una volta raggiunti i 67 anni, età prevista per la pensione di vecchiaia, è possibile fare domanda per cancellare quei contributi che avevano permesso di andare in anticipo, se questi pesano negativamente sul calcolo dell’assegno.

Chi può chiedere la neutralizzazione e chi invece no

Non tutti i lavoratori possono usufruire di questa possibilità. La neutralizzazione riguarda solo le pensioni calcolate, in tutto o in parte, con il metodo retributivo o misto. Sono invece esclusi quelli che rientrano nel sistema contributivo puro: in quel caso, la pensione dipende solo dal totale dei contributi versati e dall’età in cui si va in pensione, non dalla media degli stipendi.

Martelli spiega: “Per chi ha il sistema contributivo puro, ogni contributo in più fa aumentare l’assegno. Chi invece ha una parte calcolata con il metodo retributivo, rischia che i periodi con retribuzioni basse abbassino la media e quindi la pensione finale”.

Un esempio pratico: aumentare la pensione con la neutralizzazione

Per capire meglio, Martelli racconta il caso di un suo cliente. L’uomo era andato in pensione con Quota 100, ma aveva più anni di contributi di quelli richiesti. Negli ultimi cinque anni aveva avuto diversi periodi di disoccupazione. “Abbiamo potuto neutralizzare i periodi più penalizzanti – racconta Martelli – e così l’assegno pensionistico con Quota 100 è aumentato. In concreto, questa operazione ha permesso un aumento lordo mensile di 137,29 euro”.

Come fare domanda e cosa sapere sui periodi di disoccupazione

La procedura non è automatica. La neutralizzazione va chiesta con una domanda di ricostituzione della pensione all’Inps, indicando chiaramente i periodi che si vogliono escludere. Alla domanda bisogna allegare i documenti che dimostrano la reale diminuzione della retribuzione. Solo così l’istituto potrà valutare la richiesta.

Un dettaglio poco noto riguarda i periodi coperti da Naspi: in questi casi, l’Inps neutralizza automaticamente i contributi ai fini del calcolo della retribuzione pensionabile. Non serve quindi fare domanda. Se la richiesta viene accolta, i benefici sono retroattivi, ma solo per il periodo previsto dallo strumento.

Conoscere la propria posizione per evitare brutte sorprese

Martelli sottolinea l’importanza di conoscere bene la propria situazione contributiva per fare scelte consapevoli prima di lasciare il lavoro. “È fondamentale – dice – valutare ogni dettaglio della carriera e dei contributi versati, per proteggere i propri interessi ed evitare penalizzazioni che si possono evitare”.

In un sistema previdenziale sempre più complicato, strumenti come la neutralizzazione dei contributi possono fare la differenza tra una pensione dignitosa e un assegno più basso del previsto. Eppure, molti lavoratori non sanno nemmeno che esiste o come accedervi. Un buon motivo per informarsi e rivolgersi a chi conosce la materia prima di prendere decisioni definitive.