Riforma in arrivo: il tavolo tra Palazzo Chigi e Corte dei Conti per i decreti attuativi

Riforma in arrivo: il tavolo tra Palazzo Chigi e Corte dei Conti per i decreti attuativi

Riforma in arrivo: il tavolo tra Palazzo Chigi e Corte dei Conti per i decreti attuativi

Giada Liguori

Gennaio 22, 2026

Roma, 22 gennaio 2026 – Dopo settimane di confronto, la Presidenza del Consiglio e la Corte dei conti hanno deciso di mettere in piedi un gruppo di lavoro paritetico informale per scrivere le bozze dei decreti legislativi che attueranno la recente riforma dell’organo di controllo. L’annuncio è arrivato ieri sera, al termine di un incontro a Palazzo Chigi tra il presidente della Corte, Guido Carlino, il sottosegretario alla Presidenza, Alfredo Mantovano, e i vertici amministrativi di Palazzo Chigi. Secondo una nota ufficiale, il confronto si è svolto “in un clima di piena collaborazione”.

Un tavolo tecnico per scrivere i decreti chiave

La scelta di creare un gruppo di lavoro congiunto arriva a pochi giorni dall’entrata in vigore della riforma che ridefinisce il ruolo e le competenze della Corte dei conti nel controllo delle risorse pubbliche. Fonti governative spiegano che il tavolo avrà il compito di “redigere le bozze dei decreti legislativi di attuazione”, un passaggio fondamentale per trasformare in regole operative i principi della legge. La formula “informale” – aggiungono gli ambienti vicini al dossier – vuole favorire uno scambio più diretto e veloce tra le due istituzioni, evitando lungaggini burocratiche.

Collaborazione dopo settimane di tensioni

Solo qualche settimana fa, la riforma aveva scatenato reazioni contrastanti tra magistrati contabili e forze politiche. Alcuni magistrati avevano mostrato timori per un possibile indebolimento del controllo sulla spesa pubblica. Il governo, invece, ha sempre ribadito la volontà di garantire “la massima trasparenza e l’efficacia dei controlli”, come sottolineato dallo stesso Mantovano in un’audizione parlamentare recente. L’incontro di ieri – durato circa un’ora e mezza, secondo fonti presenti – sembra aver segnato un primo passo verso la distensione.

Il percorso della riforma

La riforma della Corte dei conti è stata approvata dal Parlamento lo scorso dicembre, dopo un iter complesso con molti emendamenti e richieste di chiarimento. Il testo cambia le modalità di controllo preventivo sugli atti amministrativi e introduce nuove procedure per verificare l’uso dei fondi pubblici, soprattutto quelli legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). “L’obiettivo è rafforzare la capacità dello Stato di monitorare la spesa e prevenire irregolarità”, aveva detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti durante la discussione alla Camera.

Il ruolo del gruppo paritetico

Il nuovo gruppo di lavoro sarà formato da rappresentanti della Presidenza del Consiglio e della Corte dei conti. I nomi dei componenti e il calendario degli incontri non sono ancora stati resi noti, ma secondo indiscrezioni raccolte a Palazzo Chigi, la prima riunione potrebbe tenersi entro fine mese. “È un passaggio tecnico ma decisivo”, ha spiegato un funzionario coinvolto nella preparazione dei decreti. L’obiettivo è arrivare a una stesura condivisa dei testi entro marzo, per rispettare i tempi fissati dalla legge delega.

Prime reazioni e aspettative

L’avvio del tavolo congiunto ha ricevuto il via libera dai principali gruppi parlamentari di maggioranza, che l’hanno definito “un segnale positivo di collaborazione istituzionale”. Più cauta la posizione delle opposizioni: “Vigileremo affinché la riforma non riduca i controlli sulla spesa”, ha detto la deputata dem Simona Malpezzi. Anche tra i magistrati contabili resta una certa prudenza: “Aspettiamo di vedere i testi”, ha confidato un consigliere della Corte uscendo da Palazzo Chigi.

I prossimi passi

Nei prossimi giorni si definiranno i dettagli operativi del gruppo e il calendario delle attività. Restano aperti alcuni nodi tecnici, come la definizione delle nuove competenze della Corte e il rapporto con gli uffici ministeriali, che dovranno essere risolti nei prossimi incontri. Solo quando i decreti attuativi saranno pronti si potrà capire davvero l’impatto della riforma sulla gestione delle risorse pubbliche e sul sistema dei controlli. Per ora, il clima tra le istituzioni è disteso. Ma la vera prova sarà sul campo, quando entreranno in vigore le nuove regole.