Roma, 22 gennaio 2026 – La Commissione europea ha ricevuto ieri una risposta ufficiale dall’Italia sulla procedura di infrazione aperta riguardo ai poteri del cosiddetto ‘Golden Power’, lo strumento che permette al governo di intervenire in settori chiave dell’economia nazionale. A confermarlo è un portavoce dell’esecutivo comunitario, che ha aggiunto come la documentazione inviata da Palazzo Chigi sia ora al vaglio degli uffici di Bruxelles.
Golden Power, la risposta italiana passa al setaccio di Bruxelles
Il nodo della questione è l’uso dei poteri speciali da parte del governo per proteggere aziende considerate strategiche, soprattutto nei settori dell’energia, delle telecomunicazioni e della difesa. La Commissione europea aveva aperto la procedura lo scorso ottobre, dopo diverse richieste di chiarimento rimaste senza risposte soddisfacenti. Secondo Bruxelles, alcune norme italiane potrebbero limitare la libertà di investimento e la concorrenza all’interno del mercato unico europeo.
Il portavoce della Commissione ha spiegato ieri pomeriggio: “Abbiamo ricevuto la risposta ufficiale dall’Italia e la stiamo valutando con attenzione”. Nessun dettaglio è stato fornito sui contenuti della lettera inviata dal governo, né sulle tempistiche per una decisione definitiva. Tuttavia, fonti diplomatiche a Bruxelles sottolineano che il dossier resta una delle priorità comunitarie per il primo trimestre dell’anno.
Procedura d’infrazione: tappe e timori di Bruxelles
La procedura, formalmente una “lettera di messa in mora”, era stata notificata all’Italia il 19 ottobre scorso. Da allora, il governo aveva due mesi per fornire chiarimenti e, se necessario, proporre modifiche alla normativa contestata. Il termine è scaduto la scorsa settimana e solo ieri è arrivata la risposta ufficiale da Roma, come confermato dalla Commissione.
Al centro della disputa ci sono le regole sull’intervento dello Stato nelle operazioni societarie con soggetti esteri. Bruxelles teme che un’applicazione troppo ampia del Golden Power possa frenare gli investimenti stranieri e mettere ostacoli ingiustificati alla libera circolazione dei capitali. “Il mercato unico va difeso – ha detto un funzionario europeo – ma allo stesso tempo capiamo l’importanza della sicurezza nazionale per ogni Paese”.
Le ragioni di Roma e cosa potrebbe succedere
Il governo italiano ha sempre difeso i suoi poteri speciali, sottolineando che vengono usati con giudizio e solo quando ci sono rischi concreti per gli interessi strategici del Paese. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha più volte ribadito che “la protezione delle infrastrutture critiche non si può mettere in discussione”, aggiungendo che “l’Italia agisce nel rispetto delle regole europee”.
Fonti vicine al dossier riferiscono che nella risposta a Bruxelles sono stati illustrati alcuni interventi recenti per rendere più chiara e prevedibile l’applicazione del Golden Power. Resta da vedere se queste spiegazioni basteranno alla Commissione o se si aprirà una seconda fase della procedura, che potrebbe finire davanti alla Corte di Giustizia UE.
Imprese e investitori in attesa, clima di incertezza
Nel frattempo, nelle principali aziende italiane si respira prudenza. “Stiamo seguendo tutto con molta attenzione – ha detto un dirigente di una società nel settore telecomunicazioni – perché l’incertezza sulle regole rischia di rallentare le scelte strategiche”. Anche gli investitori stranieri tengono d’occhio la situazione: secondo la Banca d’Italia, nel 2025 gli investimenti diretti esteri in Italia sono cresciuti del 4%, ma il trend potrebbe risentire di eventuali irrigidimenti normativi.
Solo nelle prossime settimane capiremo se la risposta italiana sarà sufficiente per convincere Bruxelles. Per ora, la partita resta aperta e tutti gli occhi sono puntati su questo dossier, tra operatori economici e istituzioni europee.
