Rivelazioni dal passato: il Dna dell’Era glaciale estratto da un antico stomaco di lupo

Rivelazioni dal passato: il Dna dell'Era glaciale estratto da un antico stomaco di lupo

Rivelazioni dal passato: il Dna dell'Era glaciale estratto da un antico stomaco di lupo

Giada Liguori

Gennaio 22, 2026

Stoccolma, 22 gennaio 2026 – Un pezzo di Dna di rinoceronte lanoso vecchio di circa 14.400 anni è emerso da un luogo davvero insolito: lo stomaco di un antico lupo vissuto durante l’Era glaciale, trovato nel permafrost della Siberia nord-orientale. La scoperta, pubblicata su Genome Biology and Evolution, arriva dal Centro di Paleogenetica di Stoccolma e getta nuova luce sulle cause dell’estinzione di questa specie preistorica.

Rinoceronte lanoso, un gigante scomparso

Il rinoceronte lanoso, o Coelodonta antiquitatis, era un colosso delle steppe eurasiatiche. Poteva arrivare a quattro metri di lunghezza e due di altezza, con un peso fino a 3.000 chili. Aveva una folta pelliccia che lo proteggeva dal freddo glaciale. Eppure, nonostante la sua imponenza, si estinse circa 10.000 anni fa. Fino a oggi, le teorie sul perché erano divise: qualcuno ipotizzava un lento declino genetico, altri pensavano a un crollo improvviso.

Il gruppo guidato da Love Dalén e Camilo Chacón-Duque è riuscito a estrarre il Dna completo del rinoceronte dai resti trovati nello stomaco del lupo. Un risultato che ha sorpreso anche gli stessi ricercatori: “Non ci aspettavamo di trovare materiale genetico così ben conservato in un contesto del genere”, ha detto Dalén in una nota.

Dna a confronto, nessun segnale di declino

Il Dna estratto è stato messo a confronto con quello di altri due rinoceronti lanosi, datati rispettivamente a 18.000 e 49.000 anni fa. L’obiettivo era capire se nel tempo si fossero accumulate mutazioni dannose o se ci fossero stati accoppiamenti tra parenti stretti, segnali spesso legati all’estinzione.

Secondo lo studio, però, non ci sono tracce di un declino genetico lento e costante. “Non abbiamo visto segni di perdita progressiva della diversità genetica”, ha spiegato Chacón-Duque. Un risultato che mette in discussione alcune delle teorie finora più accreditate.

Estinzione veloce, colpa del clima

I dati indicano che il rinoceronte lanoso è scomparso in fretta, non a causa di un lento deterioramento genetico, ma in seguito a un evento rapido. La causa principale sembra essere la fine dell’Era glaciale, con i grandi cambiamenti climatici che ne sono seguiti. “Il riscaldamento globale di allora ha trasformato le praterie in foreste e paludi, riducendo drasticamente gli spazi dove vivere”, ha spiegato Dalén.

Insomma, il clima ha avuto un ruolo diretto nella scomparsa della specie, più di eventuali problemi genetici. Un dato che può aiutarci a capire anche le minacce attuali per molte specie animali.

Un ritrovamento eccezionale nella paleogenetica

Trovare il Dna nello stomaco di un predatore antico è un evento raro. Il permafrost siberiano, con il suo freddo costante, ha mantenuto intatti i tessuti per migliaia di anni. Solo grazie a queste condizioni si è potuto sequenziare un genoma così antico e fragile.

Il lavoro è stato possibile grazie alla collaborazione tra laboratori in Svezia e Russia, con il supporto di tecnologie avanzate per leggere il Dna antico.

Nuove strade per capire le estinzioni

Questa scoperta cambia il modo in cui guardiamo alle grandi estinzioni del passato. Se il rinoceronte lanoso è sparito in fretta per colpa del clima, altre specie potrebbero aver avuto un destino simile. “Ci aiuta a capire meglio come i cambiamenti ambientali influenzano la biodiversità”, ha concluso Dalén.

Il Centro di Paleogenetica apre ora la porta a nuovi studi su altre specie dell’Era glaciale. E forse ci spinge a riflettere sulle sfide che la fauna moderna dovrà affrontare in un mondo che cambia rapidamente.