Milano, 22 gennaio 2026 – Lo spread tra Btp e Bund ha chiuso oggi in calo, scendendo a 62 punti base dai 64,7 di ieri. Gli operatori di Piazza Affari vedono in questo dato un segno di stabilità sui mercati obbligazionari europei. Il rendimento del Btp decennale italiano si è fermato al 3,51%, leggermente sotto il 3,52% di ieri. Anche il corrispettivo tedesco, il Bund decennale, ha visto il suo rendimento scendere al 2,88%.
Spread Btp-Bund in calo: i mercati mostrano fiducia
La giornata sui mercati è partita con un clima di attesa, in vista di alcuni dati macroeconomici dell’Eurozona e delle parole della presidente della BCE, Christine Lagarde, previste per domani mattina. Fin dalle prime contrattazioni, lo spread tra i titoli di Stato italiani e tedeschi – che gli analisti usano come termometro del rischio Paese – ha mostrato una lieve riduzione. “Il movimento è stato graduale, senza scossoni”, ha raccontato un trader di una banca d’investimento milanese poco dopo le 17.
Secondo fonti di mercato, la discesa dello spread è legata anche ai rendimenti dei titoli di Stato nell’area euro. Il Btp decennale ha chiuso con un rendimento al 3,51%, mentre il Bund tedesco ha segnato il 2,88%. Una differenza più contenuta rispetto alle medie recenti, che molti interpretano come un segnale di minore pressione sui titoli italiani.
Rendimenti in calo anche altrove in Europa
La flessione dei rendimenti non riguarda solo l’Italia. Anche altri Paesi dell’Eurozona hanno registrato cali simili. Secondo i dati Bloomberg delle 18:00, il decennale francese si è fermato al 3,01%, quello spagnolo al 3,23%. Un trend che, secondo alcuni analisti contattati da alanews.it, riflette l’attesa degli investitori per una possibile pausa nei rialzi dei tassi da parte della BCE.
“Gli operatori stanno seguendo con attenzione le prossime mosse della Banca Centrale Europea”, spiega Andrea Rinaldi, responsabile strategie obbligazionarie di una società di gestione di Roma. “Il calo dello spread e dei rendimenti fa pensare a una fase di stabilità monetaria nei mesi a venire”.
Cosa significa per finanze pubbliche e famiglie
Un calo dello spread Btp-Bund pesa direttamente sui costi con cui lo Stato italiano si finanzia. Un differenziale più basso vuol dire risparmio per il Tesoro alle prossime aste di titoli pubblici. Secondo il Ministero dell’Economia, ogni punto base in meno si traduce in risparmi importanti sul debito pubblico. “Non sono solo numeri da addetti ai lavori”, ci ha detto un funzionario del MEF nel tardo pomeriggio. “Un calo dello spread può fare bene anche a famiglie e imprese, perché aiuta a tenere più bassi i tassi su mutui e prestiti”.
Ma gli esperti invitano a non abbassare la guardia. Il quadro internazionale resta incerto, tra tensioni geopolitiche e segnali contrastanti sull’inflazione. “La situazione può cambiare in fretta”, avverte Rinaldi. “Basta una dichiarazione a sorpresa o un dato macro fuori dalle attese per cambiare tutto”.
Prospettive e umori a Piazza Affari
In serata, a Piazza Affari, l’atmosfera era di prudente ottimismo. Alcuni gestori hanno parlato di “giornata tranquilla”, altri hanno preferito non sbilanciarsi sul futuro prossimo. “Lo spread sotto i 65 punti è un segnale positivo”, ha detto un analista di una banca d’affari internazionale in via Turati. “Ma serve continuità, solo allora si potrà parlare di un vero cambio di passo”.
Per ora, quindi, il calo dello spread tra Btp e Bund è visto come un segnale incoraggiante. La partita però resta aperta: occhi puntati sulle prossime mosse della BCE e sugli sviluppi macroeconomici in Europa.
