Roma, 23 gennaio 2026 – Arriva nelle sale italiane un film che mette al centro l’eutanasia, intrecciandola con i temi dell’amore e della morte. Si tratta di “Polvo serán” (“Polvere di stelle”), firmato dal regista spagnolo Carlos Marqués-Marcet. La pellicola, già premiata come miglior film al Toronto International Film Festival e presentata in concorso alla Festa del Cinema di Roma, è distribuita da Movies Inspired e dal 22 gennaio è in programmazione nei cinema italiani.
Un amore che sfida la fine
La storia ruota attorno a Claudia, ex attrice e ballerina interpretata da Ángela Molina, e a suo marito Flavio (Alfredo Castro), regista di fama. Claudia ha un tumore cerebrale incurabile e decide di non aspettare che la malattia peggiori: sceglie l’eutanasia in Svizzera. Flavio, che ha condiviso con lei tutta la vita, non riesce a immaginare un’esistenza senza di lei e prende una decisione estrema: accompagnarla nel viaggio e morire insieme, anche se lui è sano. Una scelta che richiama alla mente la storia delle gemelle Alice ed Ellen Kessler, morte pochi mesi fa.
Il film alterna momenti intimi della coppia al dolore dei tre figli, che si trovano a dover affrontare la perdita simultanea di entrambi i genitori. Nel cast ci sono anche Mònica Almirall Batet, Patrícia Bargalló, Manuela Biedermann e Alván Prado.
La morte tra ossessione e ricerca
“Da giovane ho pensato molto alla morte. È stata un’ossessione per tutta la vita, anche se col tempo ho imparato a conviverci”, ha raccontato il regista Marqués-Marcet durante la presentazione a Roma. L’idea del film nasce da una storia vera: “Amici mi hanno parlato di una coppia di anziani iscritta a un’associazione per il suicidio assistito in Svizzera. Volevano morire insieme. Mi è sembrato un tema umanamente molto forte”.
Il regista non cerca risposte definitive sul fine vita. “Non penso che il cinema possa risolvere la questione – ha spiegato – ma ho voluto affrontare le domande che questo tema solleva”. La scelta di inserire elementi musicali, con riferimenti a Pina Bausch e Bob Fosse, aiuta a rendere più accessibile un argomento così delicato, senza appesantirlo.
La dignità di una scelta
Per Ángela Molina, icona del cinema spagnolo (da Buñuel ad Almodóvar), il ruolo di Claudia è stata una sfida personale. “Il mio personaggio voleva avere la libertà di decidere della propria vita e della propria morte”, ha detto durante un incontro con la stampa. “Si è sentita costretta a scegliere per mantenere la propria dignità e per non far soffrire ancora di più la famiglia. Quello che non sapeva era che il marito aveva già deciso di seguirla”.
Molina ha sottolineato come l’amore possa superare la morte, ma solo vivendo certe esperienze si scoprono emozioni e sensazioni inaspettate. “Quando ti trovi in questa situazione – ha aggiunto – emergono sentimenti che non avresti mai immaginato”.
Un messaggio che va oltre la fine
Il film si chiude con una riflessione aperta sulla morte e sul senso della fine. “Ci sono tante morti e tanti modi di affrontarla quanti sono gli uomini sulla terra”, ha detto ancora Molina. “Credo sia importante prendere coscienza: spesso si parla solo di ‘fine’, ma potrebbe essere anche un ‘inizio’”.
“Polvo serán” arriva in un momento in cui il dibattito sull’eutanasia è acceso anche in Italia, tra proposte di legge e casi che dividono l’opinione pubblica. Il film non dà risposte, ma invita a riflettere su temi universali come la libertà di scelta, la dignità e il legame tra chi resta e chi se ne va. Nelle sale dal 22 gennaio, promette di colpire il pubblico italiano con emozioni intense e domande senza risposta.
