Borsa asiatica ai massimi storici: il ‘sell America’ fa decollare oro e argento

Borsa asiatica ai massimi storici: il 'sell America' fa decollare oro e argento

Borsa asiatica ai massimi storici: il 'sell America' fa decollare oro e argento

Matteo Rigamonti

Gennaio 23, 2026

Tokyo, 23 gennaio 2026 – Le Borse asiatiche hanno toccato nuovi massimi storici stamattina, mentre il dollaro resta debole e l’oro si avvicina alla soglia dei 5.000 dollari l’oncia. Dietro questo movimento, secondo analisti e operatori, c’è la crescente voglia degli investitori internazionali di spostare i capitali lontano dagli Stati Uniti, preoccupati dall’imprevedibilità della politica di Donald Trump e dai rischi geopolitici che ne derivano.

Asia-Pacifico in vetta, investitori scappano dagli Usa

L’indice Msci Asia-Pacifico è salito dello 0,4%, aggiornando i record. A spingere la corsa sono state le piazze principali: Tokyo e Hong Kong hanno chiuso in rialzo dello 0,3%, Shanghai dello 0,2%, mentre Shenzhen ha fatto un balzo dell’1,1%. Più contenuti i guadagni a Seul (+0,8%) e Sydney (+0,1%). Nel frattempo, i future su Wall Street hanno mostrato un lieve aumento, mentre quelli sulle Borse europee sono rimasti deboli.

Gli operatori spiegano che l’incertezza legata alle ultime dichiarazioni di Trump – che ha minacciato nuovi dazi contro l’Europa e ha criticato l’indipendenza della Federal Reserve – ha spinto molti a ridurre l’esposizione sugli asset americani. “Le regioni asiatiche stanno lontane dalle tensioni geopolitiche che coinvolgono Usa, Ue e America Latina”, ha detto a Bloomberg Mabrouk Chetouane, responsabile globale delle strategie di mercato di Natixis Im Solutions. “Questa distanza fa da scudo”.

Oro verso quota 5.000 dollari, argento vola

La corsa ai metalli preziosi continua senza sosta: l’oro è salito del 2,6%, toccando i 4.955 dollari l’oncia. L’argento ha fatto ancora meglio, con un balzo del 5,4% a 98,8 dollari. A spingere il rialzo c’è anche la debolezza del dollaro – il cambio euro/dollaro è salito dello 0,1% a 1,174 – che fatica a riprendersi dopo le perdite delle ultime settimane.

Gli analisti notano come la domanda d’oro sia alimentata dalla ricerca di beni rifugio in tempi incerti e dalla rotazione dei portafogli verso asset più sicuri. “Gli investitori scelgono la protezione invece del rischio”, ha raccontato un gestore di fondi di Singapore. “La paura di nuove tensioni commerciali e la volatilità della Casa Bianca pesano sulle decisioni”.

Yen debole dopo la mossa della Banca del Giappone

Sul fronte delle valute, lo yen giapponese ha perso terreno contro le principali monete dopo che la Banca del Giappone ha mantenuto i tassi d’interesse fermi allo 0,75%, come previsto. La decisione non ha sorpreso i mercati, ma ha rafforzato la voglia di rischio degli investitori locali.

Fonti di Tokyo spiegano che la scelta della BoJ conferma un atteggiamento prudente in un momento di forte incertezza globale. “Non si vedono segnali di cambiamenti imminenti nella politica monetaria giapponese”, ha detto un analista di Nomura Securities. “Così lo yen resta sotto pressione”.

Fuga dagli asset americani, boom dei mercati emergenti

Un altro segnale arriva dai flussi finanziari: secondo Bloomberg, le partecipazioni dell’India in Treasury Usa sono scese ai minimi da cinque anni. Contemporaneamente, cresce l’interesse per i fondi dei mercati emergenti, spinto dalla rotazione degli investitori globali.

“È una tendenza che potrebbe continuare nei prossimi mesi”, ha ammesso Chetouane. “Finché restano incertezze politiche negli Stati Uniti e rischi geopolitici alti, gli asset asiatici continueranno ad attirare capitali”.

In questo quadro, il clima sui mercati resta prudente. Tutti guardano alle prossime mosse della Casa Bianca e alle risposte delle banche centrali. Solo allora si potrà capire se questa fuga dagli Usa è un fenomeno passeggero o l’inizio di un nuovo equilibrio globale.