Borsa in tumulto: Fincantieri affonda con il calo della difesa e i venti di pace

Borsa in tumulto: Fincantieri affonda con il calo della difesa e i venti di pace

Borsa in tumulto: Fincantieri affonda con il calo della difesa e i venti di pace

Giada Liguori

Gennaio 23, 2026

Milano, 23 gennaio 2026 – I segnali di distensione tra Russia e Ucraina, insieme agli ultimi sviluppi diplomatici in Groenlandia e nel Medio Oriente, hanno inciso direttamente sull’andamento dei titoli della difesa nelle principali Borse europee. Oggi il settore ha perso il 2,1%, con effetti evidenti anche a Piazza Affari, dove alcune delle principali aziende italiane hanno chiuso in netto calo.

Borse europee giù: il comparto difesa sotto pressione

L’apertura al dialogo tra Mosca e Kiev, confermata da fonti diplomatiche europee nelle prime ore del mattino, ha subito influenzato i prezzi delle azioni delle aziende che producono armamenti e tecnologie militari. Alle 17:30 l’indice di settore europeo segnava un calo del 2,1% rispetto alla chiusura di ieri. Per gli analisti di Banca Akros questo riflette la percezione che, nel breve periodo, la domanda di sistemi d’arma e servizi collegati potrebbe diminuire.

Piazza Affari: Fincantieri e Leonardo i più colpiti

A Milano la giornata è stata difficile, soprattutto per Fincantieri, che ha perso l’8% del suo valore, una caduta che non si vedeva da settimane. Anche Leonardo ha chiuso in ribasso del 3,6%. “Il mercato sta scontando l’ipotesi di una frenata negli investimenti militari, soprattutto se i negoziati dovessero portare a una stabilizzazione dei conflitti”, ha spiegato un trader di una banca d’affari milanese, chiedendo l’anonimato.

Effetto a catena sugli altri mercati europei

La tendenza negativa ha coinvolto anche le altre grandi piazze finanziarie europee. A Francoforte, Rheinmetall ha perso il 3,5%; a Londra il titolo di BAE Systems è sceso del 3,4%. In Svezia, Saab ha lasciato sul terreno il 4,5%, mentre la francese Thales ha chiuso con un –3,7%. “I mercati reagiscono velocemente alle notizie geopolitiche – ha commentato un analista di Société Générale – e in questo caso la prospettiva di meno tensioni pesa sulle aspettative di crescita del settore”.

Perché i titoli della difesa sono calati: meno tensioni, meno ordini

Secondo i primi commenti degli operatori finanziari, il calo dei titoli della difesa è legato soprattutto al timore che i governi possano ridurre gli ordini. In particolare, si pensa che i bilanci europei per la difesa potrebbero essere rivisti al ribasso se la situazione internazionale si stabilizzasse davvero. “Non è la prima volta che vediamo movimenti simili – ha ricordato un gestore di fondi londinese – ma solo quando i negoziati daranno risultati concreti potremo parlare di un cambio duraturo”.

Le reazioni degli investitori: prudenza in vista

Nel pomeriggio, alcune società di investimento hanno invitato alla calma. “Il settore resta strategico per l’Europa – si legge in un report di Mediobanca Securities – ma nel breve periodo la volatilità potrebbe aumentare”. Gli investitori tengono d’occhio le mosse di governi e istituzioni internazionali. Tra gli addetti ai lavori c’è però prudenza: “Non è detto che le trattative portino subito a tagli reali nelle spese militari”, ha ammesso un analista di Piazza Affari.

Il futuro del settore difesa: settimane di attesa

Per ora, il comparto della difesa sembra destinato a vivere giorni incerti. Molto dipenderà da come evolveranno i negoziati tra Russia e Ucraina e dalle nuove dinamiche in Medio Oriente e nell’Artico. Gli occhi degli investitori restano puntati sulle prossime dichiarazioni ufficiali e sulle eventuali modifiche ai piani industriali delle aziende coinvolte. Solo nei prossimi giorni capiremo se la correzione di oggi è solo un episodio o l’inizio di una fase più complessa per tutto il settore europeo della difesa.