Cina sfida Trump: il primato mondiale nelle energie rinnovabili

Cina sfida Trump: il primato mondiale nelle energie rinnovabili

Cina sfida Trump: il primato mondiale nelle energie rinnovabili

Giada Liguori

Gennaio 23, 2026

Pechino, 23 gennaio 2026 – La Cina rilancia e si presenta come leader nella lotta al cambiamento climatico e nello sviluppo delle energie rinnovabili, rispondendo alle critiche del presidente americano Donald Trump al World Economic Forum di Davos. Nel consueto incontro con i giornalisti, il portavoce del ministero degli Esteri, Guo Jiakun, ha sottolineato come Pechino abbia costruito “il sistema di riduzione del carbonio più completo al mondo” e “la rete di energie rinnovabili più grande”, condividendo con il resto del mondo i risultati ottenuti.

Cina respinge le accuse di Trump sulla transizione verde

Le parole di Guo arrivano a meno di un giorno dalle affermazioni di Trump, che ieri a Davos aveva puntato il dito contro la Cina, accusandola di produrre “quasi tutti” i sistemi per l’energia eolica senza però usarli nel proprio territorio. “Non sono riuscito a trovare nessun parco eolico in Cina”, aveva detto Trump, aggiungendo che Pechino “li vende a chi li compra senza capire”. Una frase che ha subito scatenato reazioni, soprattutto tra gli esperti internazionali e gli addetti ai lavori.

Guo Jiakun ha risposto senza giri di parole, ricordando che “gli sforzi della Cina nel combattere il cambiamento climatico e nel promuovere lo sviluppo globale sono sotto gli occhi di tutti”. Secondo i dati ufficiali di Pechino, nel 2025 la capacità installata di energia rinnovabile ha superato i 1.300 gigawatt, con una crescita spinta soprattutto dall’eolico e dal fotovoltaico. Numeri che mettono la Cina al primo posto nel mondo per capacità produttiva e investimenti nel settore.

Rinnovabili in Cina: numeri e investimenti che parlano chiaro

Nel dettaglio, il rapporto annuale della China National Energy Administration segnala che nel 2025 la sola energia eolica ha toccato i 430 gigawatt di capacità installata, mentre il solare ha superato i 500 gigawatt. Le province costiere come Jiangsu, Shandong e Guangdong ospitano decine di grandi parchi eolici, sia sulla terraferma che in mare. A Rudong, per esempio, il parco eolico inaugurato nel 2024 fornisce energia a più di 800mila persone.

Non è tutto. La Cina è anche il primo produttore mondiale di turbine e pannelli solari, con aziende come Goldwind, Envision e LONGi Solar che esportano in più di 100 Paesi. “Il nostro obiettivo è condividere i frutti dello sviluppo verde con il mondo”, ha ribadito Guo, sottolineando la volontà di Pechino di lavorare insieme ad altri Paesi per accelerare la transizione globale verso un’economia a basse emissioni.

Pechino punta sulla cooperazione per un futuro sostenibile

Nel suo discorso, Guo ha insistito sul fatto che la Cina si vede come un “grande Paese in via di sviluppo responsabile”, pronto a collaborare con tutti per costruire “un mondo pulito e bello”. Una posizione che rispecchia la strategia diplomatica degli ultimi anni: farsi trovare al centro della scena nella gestione delle questioni ambientali globali, anche in risposta alle tensioni commerciali e tecnologiche con Washington.

Fonti vicine al ministero dell’Ambiente cinese rivelano che nel 2026 sono previsti nuovi investimenti per oltre 100 miliardi di dollari nel settore delle rinnovabili, con particolare attenzione all’idrogeno verde e allo stoccaggio dell’energia. “La transizione verde non è solo una questione ambientale, ma anche un’opportunità per far crescere l’economia”, ha spiegato un funzionario durante un forum recente a Shanghai.

Il dibattito globale tra accuse e dati concreti

Le parole di Trump hanno riaperto il dibattito sulla reale portata degli impegni cinesi sul clima. Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), la Cina ha fatto passi avanti importanti nel ridurre l’intensità di carbonio del proprio PIL, ma resta comunque il maggior emettitore globale di CO2. Tuttavia, la crescita delle rinnovabili – evidente nei dati e nei progetti realizzati – è un segnale concreto della strada intrapresa.

Insomma, mentre le tensioni tra Stati Uniti e Cina continuano a influenzare il dibattito internazionale su clima ed energia, Pechino conferma la sua disponibilità al dialogo e alla collaborazione. “Solo insieme possiamo affrontare le sfide globali”, ha chiuso Guo Jiakun davanti ai giornalisti. Un messaggio che, almeno nelle intenzioni, guarda oltre le polemiche di Davos.