Copenaghen, 23 gennaio 2026 – Danimarca e Stati Uniti si preparano a una nuova tornata di negoziati sulla Groenlandia. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la sicurezza nell’Artico. A dare la notizia, questa mattina, è stato il ministro degli Esteri danese, Lars Løkke Rasmussen, durante un incontro con la stampa nella sede del ministero a Copenaghen. “Partiremo con questi incontri abbastanza presto”, ha detto, senza però entrare nei dettagli sulla data precisa. “Non diremo quando esattamente, perché vogliamo togliere ogni dramma dalla questione”, ha aggiunto, sottolineando che il focus sarà quasi esclusivamente sulla sicurezza.
Artico, il nuovo fronte caldo della geopolitica
Negli ultimi anni, l’Artico è tornato a essere un punto caldo per la politica internazionale. La crescente presenza militare russa nella zona e il cambiamento climatico, che rende più accessibili rotte e risorse, hanno spinto molti Paesi a rivedere le proprie strategie. In questo scenario, la Groenlandia, territorio autonomo danese, gioca un ruolo chiave. La sua posizione strategica e la base americana di Thule la rendono un pezzo fondamentale per la sicurezza del nord Atlantico.
Fonti diplomatiche a Copenaghen raccontano che i colloqui tra Danimarca e Stati Uniti punteranno a rivedere gli accordi già in vigore e a valutare nuove forme di collaborazione militare e tecnologica. “Sicurezza, sicurezza e ancora sicurezza”, ha ribadito Rasmussen, lasciando intendere che gli aspetti economici o commerciali resteranno in secondo piano. Al momento non si conoscono richieste specifiche da parte americana né condizioni da parte danese.
Frederiksen vola a Nuuk: incontro con Nielsen
Mentre si preparano i negoziati, la premier danese Mette Frederiksen è pronta per una visita ufficiale a Nuuk, la capitale della Groenlandia. Secondo quanto comunicato dalla sua cancelleria, Frederiksen partirà oggi da Bruxelles, dove ha partecipato a un vertice europeo, per incontrare il presidente del governo groenlandese, Jens-Frederik Nielsen. L’appuntamento, previsto nelle prossime ore, servirà a mettere a punto la posizione comune danese e groenlandese in vista dei colloqui con Washington.
Fonti vicine al governo di Nuuk spiegano che la Groenlandia vuole “difendere la propria autonomia” e ottenere garanzie su eventuali sviluppi infrastrutturali o militari nel territorio. “La sicurezza è fondamentale anche per noi, ma vogliamo essere parte attiva in ogni decisione”, ha detto un funzionario groenlandese contattato telefonicamente nel primo pomeriggio.
Tra alleanze e autonomia: un equilibrio fragile
La questione della sicurezza nell’Artico non riguarda solo Danimarca e Stati Uniti. Sullo sfondo ci sono le tensioni con la Russia e le ambizioni della Cina nella regione polare. Negli ultimi mesi, sia Washington sia Bruxelles hanno ribadito l’importanza di mantenere l’Artico “una zona di pace e cooperazione”, ma le esercitazioni militari e i movimenti delle flotte raccontano una storia diversa.
Per la Danimarca, la questione groenlandese è anche una sfida interna. Bisogna trovare un equilibrio tra le esigenze della difesa atlantica e le richieste di maggiore autonomia che arrivano da Nuuk. “Non vogliamo fare da spettatori”, ha detto Nielsen in una recente intervista alla tv locale KNR. “La Groenlandia deve avere voce in tutto ciò che riguarda il suo territorio”.
Aspettando i dettagli: quando si comincia?
Al momento, né il calendario né la sede dei prossimi incontri tra Danimarca e Stati Uniti sono stati resi noti. Rasmussen ha scelto la prudenza: “Quando sarà il momento, lo comunicheremo al pubblico”. Intanto, a Copenaghen si respira un clima di cautela. Gli esperti ricordano che la posta in gioco è alta: dalla sicurezza delle rotte artiche, alla gestione delle basi militari, fino ai rapporti con gli alleati europei.
Solo nelle prossime settimane si capirà se questi negoziati potranno mettere in campo un nuovo equilibrio nell’Artico o se le tensioni rimarranno irrisolte. Di certo, la partita è appena cominciata e la Groenlandia è al centro della scena internazionale.
