Los Angeles, 23 gennaio 2026 – Emma Stone fa il colpaccio agli Oscar 2026 con ben due nomination, scrivendo un nuovo capitolo nella storia dell’Academy. L’attrice americana, 37 anni compiuti lo scorso novembre, è candidata sia come miglior attrice protagonista sia come produttrice per il film “Bugonia”. Un risultato che batte diversi record e stravolge alcune regole non dette del cinema mondiale.
Emma Stone, una giovane leggenda agli Oscar
Con queste due nuove candidature, Stone tocca quota sette nomination agli Oscar. Un traguardo che, secondo i dati ufficiali dell’Academy, la rende la seconda più giovane di sempre a raggiungere questo numero. Solo Walt Disney aveva fatto meglio: nel 1936, a 34 anni, il papà dell’animazione ricevette la sua settima nomination. Tra le donne, il record era di Meryl Streep, che aveva raggiunto la settima nomination a 38 anni nel 1988. Ora Stone la supera di un anno, diventando la donna più giovane a questo livello.
“Non avrei mai immaginato di arrivare fin qui così presto”, ha detto Stone in una breve intervista ai media americani oggi pomeriggio. “Ogni film è una sfida, ogni set una storia diversa”.
Doppia candidatura: un club per poche
Non si tratta solo di numeri. Con “Bugonia”, Emma Stone entra in un club molto ristretto: è la prima donna a ricevere due nomination nello stesso anno come attrice protagonista e produttrice dello stesso film, per la seconda volta. La prima a riuscirci era stata Frances McDormand con “Nomadland” nel 2021. Stone aveva già fatto il bis nel 2023 con “Povere Creature”. Ora, con “Bugonia”, si conferma una delle figure più forti e versatili del cinema di oggi.
Critici di Variety e The Hollywood Reporter sottolineano che questa doppia candidatura segna “una nuova centralità delle donne nei ruoli chiave del cinema”. Un segnale che, dicono gli esperti, potrebbe cambiare le scelte future dell’Academy.
Oscar attrice: una sfida aperta
Nella categoria della miglior attrice protagonista, Stone dovrà vedersela con nomi di peso: Jessie Buckley per “Hamnet”, Rose Byrne per “If I Had Legs I’d Kick You”, Kate Hudson per “Song Sung Blue” e Renate Reinsve per “Sentimental Value”. Secondo le prime reazioni sui social e nei forum di cinema, sarà una gara serrata fino all’ultimo voto.
“È una delle annate più imprevedibili degli ultimi anni”, spiega il critico Peter Travers. “Stone parte favorita, ma Buckley e Reinsve hanno raccolto applausi importanti nei festival”.
Bugonia tra i migliori film: la sfida globale
“Bugonia”, diretto da Yorgos Lanthimos e prodotto dalla stessa Stone insieme a Dave McCary e Ali Herting, è anche tra i dieci candidati al premio per il miglior film. In gara ci sono titoli come “F1”, “Frankenstein”, “Hamnet”, “Marty Supreme”, “Una Battaglia Dopo l’Altra”, “L’Agente Segreto”, “Sentimental Value” e “Sinners”. Una selezione che unisce grandi produzioni internazionali e film indipendenti, con una forte presenza europea.
Le prime previsioni di Deadline danno “Bugonia” e “Hamnet” in testa nella corsa al miglior film. Ma la partita è ancora aperta: le votazioni chiuderanno a metà febbraio, mentre la cerimonia è fissata per il 2 marzo al Dolby Theatre di Los Angeles.
Da La La Land a Bugonia: la scalata di Emma Stone
La strada di Emma Stone verso la vetta degli Oscar è partita nel 2011, con la sua prima nomination per “The Help”. Da allora, ha raccolto successi con “La La Land” (Oscar nel 2017), “La Favorita” e “Povere Creature”. Oggi, con “Bugonia”, conferma il ruolo di protagonista in una stagione che mette sempre più le donne al centro, davanti e dietro la macchina da presa.
“Il cinema sta cambiando – ha detto Stone – e sono felice di farne parte”. Una frase semplice, quasi sussurrata davanti ai microfoni della ABC. Ma che racconta bene il senso di questa giornata: un nuovo record, certo. Ma soprattutto una storia ancora tutta da scrivere.
