Roma, 23 gennaio 2026 – La fiducia dei consumatori nell’Eurozona e nell’Unione Europea dà segnali di ripresa a gennaio. Lo rileva la stima rapida diffusa oggi dalla Commissione europea, che mostra un aumento di 0,8 punti rispetto al mese scorso. Il dato, pubblicato alle 11.00 dal servizio statistico dell’esecutivo comunitario, riguarda sia l’intera Unione che l’area euro, ma resta ancora lontano dai livelli medi storici.
Fiducia in risalita, ma ancora sotto la media
L’indicatore, calcolato ogni mese su interviste a campioni rappresentativi nei vari Paesi membri, si attesta ora a -11,7 punti nell’Ue e -12,4 nell’Eurozona. Un miglioramento rispetto a dicembre, quando si era fermato rispettivamente a -12,5 e -13,2. Tuttavia, come sottolineano gli esperti della Commissione, il clima di fiducia resta “al di sotto della media di lungo periodo”, che si aggira intorno ai -10 punti.
Questa rilevazione anticipa i dati completi dell’Economic Sentiment Indicator attesi per la prossima settimana e offre uno scatto aggiornato sul morale delle famiglie europee. “È un segnale positivo, ma bisogna andare con i piedi di piombo”, ha detto un funzionario del DG ECFIN contattato da alanews.it. “Le tensioni geopolitiche e l’inflazione ancora alta pesano sulle aspettative”.
Le ragioni dietro il lieve miglioramento
Secondo le prime analisi arrivate da Bruxelles, la fiducia cresce soprattutto perché le persone vedono le prospettive economiche con un po’ meno pessimismo. In particolare, il calo dei prezzi dell’energia – registrato tra dicembre e gennaio in diversi Paesi come Germania e Francia – ha aiutato a rassicurare le famiglie, che si sentono più tranquille a spendere.
“Abbiamo notato una leggera ripresa negli acquisti di beni durevoli”, ha spiegato un portavoce della Commissione. “Non è una svolta, ma una timida inversione rispetto all’incertezza che ha segnato tutto il 2025”. Del resto, secondo i dati Eurostat pubblicati la scorsa settimana, le vendite al dettaglio nell’area euro a dicembre sono salite dello 0,3% su base mensile.
Le ombre restano: inflazione e lavoro preoccupano
Nonostante il miglioramento, le preoccupazioni tra i consumatori europei non sono sparite. L’inflazione, pur in calo rispetto ai picchi dello scorso anno, resta sopra il target fissato dalla Banca centrale europea. A dicembre, secondo Eurostat, il tasso annuo nell’Eurozona era al 2,9%, con punte oltre il 4% nei Paesi baltici.
“Le famiglie continuano a essere molto caute nelle spese”, ha ammesso un analista del centro studi Bruegel. “La paura di nuovi aumenti dei prezzi e l’incertezza sul lavoro frenano la ripresa dei consumi”. In Italia, ad esempio, l’indice di fiducia Istat pubblicato ieri mostra solo un aumento marginale (+0,2 punti), ma il saldo resta negativo, soprattutto tra le famiglie con redditi più bassi.
Cosa aspettarsi nei prossimi mesi
Gli economisti sentiti dalla stampa internazionale invitano alla prudenza. “Il dato di gennaio va visto come un primo segnale di stabilità”, ha spiegato ieri sera a Bruxelles il professor Jan Müller della Vrije Universiteit. “Solo se nei prossimi mesi confermeremo segnali positivi su lavoro e prezzi potremo parlare di una vera ripresa della fiducia”.
La Commissione europea pubblicherà il report completo sull’Economic Sentiment Indicator il 30 gennaio. Intanto, i mercati finanziari hanno reagito con un moderato ottimismo: l’euro si è rafforzato leggermente sul dollaro nelle prime ore della mattina, toccando quota 1,093 alle 10.45 secondo Bloomberg.
Un clima ancora fragile
In sostanza, il quadro che arriva da Bruxelles oggi è quello di un’Europa che cerca di voltare pagina dopo mesi difficili. La fiducia dei consumatori cresce, anche se molto lentamente, e rimane fragile. “Ci vorrà tempo prima che le famiglie si sentano davvero sicure”, ha confidato un funzionario Ue nei corridoi del Berlaymont. “Solo allora potremo parlare di vera ripartenza”.
