Milano, 23 gennaio 2026 – Il prezzo del gas naturale ha aperto la giornata in deciso calo ad Amsterdam, il principale mercato europeo di riferimento. Alle 9, i future Ttf – il contratto più scambiato per il metano in Europa – hanno segnato una flessione del 4,4%, scendendo a 36,4 euro al megawattora. Secondo gli operatori, questo calo riflette il clima più mite e la buona tenuta degli stoccaggi nel continente.
Gas in calo: cosa sta succedendo davvero
Il ribasso di questa mattina sul mercato Ttf di Amsterdam non ha colto di sorpresa gli addetti ai lavori. Da giorni si vedevano segnali chiari: temperature invernali più alte della norma, una domanda industriale ancora debole e scorte di gas sopra il 75% nei principali centri europei. “La situazione è sotto controllo, almeno per ora”, ha detto un analista di Refinitiv Energy. Ha poi aggiunto che “l’assenza di tensioni geopolitiche e la buona disponibilità di Gnl hanno calmato i mercati”.
Cosa significa per famiglie e imprese
Il calo del prezzo del gas si farà sentire, con qualche settimana di ritardo, sulle bollette di casa e delle aziende. Secondo Arera, l’Autorità per l’energia italiana, una discesa come questa potrebbe tradursi in un risparmio già da febbraio. “Seguiamo con attenzione l’evolversi dei mercati”, ha detto ieri un portavoce dell’Autorità, “ma è ancora presto per dire quanto si rifletterà sulle tariffe”. Le imprese che consumano molto gas, soprattutto nei settori chimico e metallurgico, guardano con interesse: un calo stabile potrebbe dare un po’ di respiro ai loro conti.
Il peso degli stoccaggi e delle forniture alternative
Dietro questa calma apparente c’è anche la buona gestione degli stoccaggi europei, che restano alti grazie a un inverno meno rigido e a una strategia che punta a diversificare le fonti. Dopo anni di tensioni, Bruxelles ha scommesso su forniture alternative – soprattutto Gnl dagli Stati Uniti e dal Qatar – per ridurre la dipendenza dal gas russo. “La strategia funziona”, ha ammesso un funzionario della Commissione europea, “ma restiamo all’erta: basta un imprevisto per cambiare tutto”.
Cosa aspettarsi nelle prossime settimane
Gli operatori guardano al futuro con prudenza. Il prezzo del gas sembra destinato a restare sotto i 40 euro al megawattora almeno fino a marzo, ma non mancano i rischi. Un’ondata di freddo improvvisa, guasti agli impianti o nuove tensioni geopolitiche potrebbero far risalire i prezzi. “Il mercato è molto volatile”, ha spiegato un trader della Borsa olandese, “e ogni previsione va presa con le pinze”. Intanto, le utility italiane ed europee continuano a coprirsi con contratti a termine per evitare sorprese.
Le reazioni dal mondo dell’energia
In Italia, il calo del prezzo è stato accolto con cauta soddisfazione. “È un segnale positivo dopo mesi difficili”, ha commentato Filippo Brandolini, presidente di Utilitalia, “ma non possiamo abbassare la guardia”. Anche le associazioni dei consumatori invitano alla prudenza: “I prezzi restano lontani dai livelli pre-crisi”, ha sottolineato Massimiliano Dona dell’Unione Nazionale Consumatori, “serve una strategia a lungo termine per proteggere famiglie e imprese”.
Mercato in bilico: una tregua fragile
Oggi segna una pausa sui mercati energetici europei. Il prezzo del gas scende, ma l’equilibrio resta precario. Tutti gli occhi sono puntati sulle prossime settimane: solo allora si capirà se questa discesa sarà stabile o solo un momento passeggero. Nel frattempo, Amsterdam resta il termometro delle tensioni – e delle speranze – energetiche del continente.
