L’Argentina punta a un surplus commerciale energetico senza precedenti nel 2025

L'Argentina punta a un surplus commerciale energetico senza precedenti nel 2025

L'Argentina punta a un surplus commerciale energetico senza precedenti nel 2025

Giada Liguori

Gennaio 23, 2026

Buenos Aires, 23 gennaio 2026 – L’Argentina chiude il 2025 con il più grande surplus commerciale energetico degli ultimi trentatré anni. Il merito va soprattutto all’aumento della produzione e delle esportazioni di petrolio e gas dal bacino non convenzionale di Vaca Muerta. I dati ufficiali appena diffusi parlano chiaro: il saldo attivo ha toccato i 7,8 miliardi di dollari, un risultato mai visto da quando, nel 1992, sono iniziate le rilevazioni specifiche per questo settore.

Vaca Muerta spinge il boom energetico

Il motore di questa crescita è proprio Vaca Muerta, nella provincia di Neuquén, dove negli ultimi anni l’estrazione ha preso il volo. “La produzione cresce costantemente, grazie agli investimenti privati e all’adozione di nuove tecnologie”, spiega un funzionario del Ministero dell’Economia, guidato da Luis Caputo. Le esportazioni di gas naturale liquefatto e petrolio grezzo sono dirette soprattutto verso Brasile e Cile. I carichi partono regolarmente dal porto di Bahía Blanca, anche durante l’inverno.

L’energia regge l’economia argentina

Nel 2025, il settore dell’energia ha fatto quasi il 70% del surplus commerciale totale dell’Argentina, che ha raggiunto i 11,2 miliardi di dollari. Un dato che, secondo gli esperti locali, dimostra quanto le risorse energetiche siano ormai fondamentali per la bilancia commerciale del Paese. “Senza Vaca Muerta e le nuove esportazioni, il saldo sarebbe stato molto più fragile”, ammette un economista della Universidad Torcuato Di Tella. Nel frattempo, il resto dell’economia continua a arrancare, tra una domanda interna debole e problemi in settori tradizionali come l’agroindustria.

Le sfide e le promesse del governo Milei

Il governo di Javier Milei punta forte proprio su energia e minerali per far ripartire la crescita. Secondo le previsioni del ministro Caputo, entro il 2035 il surplus commerciale solo del settore energetico potrebbe salire fino a 44 miliardi di dollari. Le esportazioni minerarie, invece, potrebbero portare altri 31 miliardi. “Questi numeri cambiano davvero la prospettiva del Paese”, ha detto Caputo in una recente intervista tv. Il piano include anche incentivi fiscali e normativi per attirare capitali stranieri, attraverso il cosiddetto Rigi, un regime speciale per i grandi investimenti.

Incentivi sì, ma restano dubbi

Il nuovo quadro normativo, varato all’inizio del 2025, offre alle multinazionali condizioni vantaggiose per importare macchinari e rimpatriare utili. Ma non mancano le incognite legate alla stabilità politica e alla volatilità del peso argentino. “Gli investitori vogliono certezze sulle regole del gioco”, confida un dirigente di YPF, la compagnia petrolifera statale, durante un incontro con i giornalisti a Buenos Aires. Solo così, sottolineano gli addetti ai lavori, si potrà consolidare quanto ottenuto nell’ultimo anno.

Energia e minerali, le basi della nuova strategia

Per il governo Milei, energia e minerali sono le due colonne portanti su cui costruire il futuro. L’obiettivo è ridurre la dipendenza dalle importazioni di combustibili e trasformare l’Argentina in un esportatore netto, sia a livello regionale che globale. “Non possiamo più permetterci di sprecare quello che abbiamo sotto i piedi”, ha detto Milei durante una visita agli impianti di Vaca Muerta lo scorso novembre. Resta però la sfida della transizione energetica globale, che richiede tempi stretti e investimenti importanti anche in tecnologie pulite.

Un futuro tutto da scrivere

Le prime analisi delle agenzie internazionali vedono nel 2025 un anno di svolta per l’Argentina, ma le incognite non mancano. Il prezzo del petrolio resta instabile e la domanda mondiale potrebbe risentire delle tensioni geopolitiche. In questo scenario, Buenos Aires punta a mantenere aperte le porte agli investimenti e a tenere alta la produzione nei prossimi anni. Per ora, i numeri parlano chiaro: l’energia argentina torna a farsi sentire sulla scena mondiale.