Roma, 23 gennaio 2026 – Oggi in Italia il lavoro domestico coinvolge più di 1,7 milioni di persone, tra famiglie che assumono e lavoratori in regola. È il quadro che emerge dal settimo Rapporto annuale dell’Osservatorio Domina, presentato questa mattina al Senato. Un settore ancora decisivo per il tessuto sociale, ma che mostra evidenti fragilità e una vasta zona d’ombra legata all’irregolarità.
Lavoro domestico, i numeri del 2024 che fanno riflettere
Nel 2024 sono circa 902 mila le famiglie che hanno un collaboratore domestico. Rispetto all’anno scorso, sono diminuite di circa 16 mila unità. Un calo che va avanti da tempo, soprattutto al Nord. Lombardia e Lazio restano le regioni con più famiglie datrici, rispettivamente 170 mila e 152 mila.
Sul fronte dei lavoratori, i dati ufficiali dell’INPS parlano di 817 mila addetti regolari. Ma la realtà è ben più ampia. Considerando anche chi lavora in nero, stimato intorno al 48,8%, il totale supera i 3,3 milioni di persone coinvolte. Un “mare di irregolarità”, come lo definiscono gli esperti Domina, difficile da tenere sotto controllo.
Chi assume colf e badanti: un volto che cambia
Il Rapporto evidenzia un fenomeno chiaro: i datori di lavoro si fanno più anziani. Nel 2024, quasi il 38% delle famiglie che assumono ha almeno 80 anni. Cinque anni fa erano il 35,9%. Solo poco più di un quarto ha meno di 60 anni. “Molte di queste famiglie sono composte da anziani soli o con limitate capacità di autonomia”, spiega Lorenzo Gasparrini, segretario generale Domina.
Le donne sono la maggioranza tra chi assume: il 58% delle famiglie datrici è guidato da una donna. Un dato che riflette le dinamiche tradizionali e la longevità femminile.
Sul fronte della nazionalità, quasi tutti i datori sono italiani, con una presenza di stranieri attorno al 5%. “Le famiglie straniere che scelgono personale domestico sono poche ma stanno aumentando soprattutto nelle grandi città”, aggiunge Gasparrini.
Irregolarità: un problema che non si sblocca
La piaga dell’irregolarità è ancora ben presente. Quasi uno su due lavora senza un contratto regolare. Il Rapporto lo definisce uno dei tassi più alti in tutto il mercato del lavoro italiano. Dietro ci sono tanti motivi: costi troppo alti, burocrazia complicata, poca conoscenza dei diritti e dei doveri sia da parte dei datori che dei lavoratori.
Questa situazione rende il settore molto vulnerabile a sfruttamento e precarietà. “Serve una riforma che semplifichi le assunzioni e dia più tutele a chi lavora nelle case degli italiani”, ha detto la senatrice Maria Rossi (Pd) durante l’incontro.
Un lavoro invisibile ma indispensabile
Il lavoro domestico è una risorsa chiave per tante famiglie, soprattutto per chi ha anziani non autosufficienti o bambini piccoli. Eppure, resta poco riconosciuto, sia socialmente sia economicamente. Domina mette in guardia: se i datori regolari continuano a diminuire, il lavoro nero rischia di crescere ancora.
Le associazioni chiedono da tempo incentivi fiscali e procedure più snelle per far emergere il sommerso. “Se non si interviene, il settore perderà sicurezza e attrattività”, avverte Gasparrini.
Nel frattempo, il Rapporto Domina offre uno sguardo preciso su un mondo spesso nascosto. Un settore silenzioso, ma che ogni giorno entra nelle case di milioni di italiani, portando con sé storie e numeri che non possono più essere ignorati.
