Milano, 23 gennaio 2026 – Piazza Affari ha iniziato la giornata in rosso, con l’indice Ftse Mib che alle 9:05 segnava un calo dello 0,5%. Un avvio debole, segnato da prese di profitto e incertezze, che hanno colpito soprattutto le banche e alcuni titoli industriali. Gli operatori, fin dalle prime battute, hanno mostrato molta cautela dopo le ultime giornate turbolente sui mercati europei.
Banche in affanno, Mps al centro dell’attenzione
A far pesare l’andamento di Piazza Affari sono state soprattutto le vendite su Mps, che ha perso l’1,8%. Il titolo è finito sotto i riflettori dopo la decisione del consiglio di amministrazione della banca senese di rinviare l’approvazione del nuovo regolamento per la lista del cda. Una mossa che, secondo diversi analisti, mette in luce tensioni interne e dubbi sulla futura governance dell’istituto. “Il rinvio non fa che aumentare le incertezze degli investitori”, ha commentato un trader milanese poco dopo l’apertura.
Non solo Mps. L’intero settore bancario ha viaggiato con il freno tirato. Popolare di Sondrio ha ceduto lo 0,8%, mentre Bper e Mediobanca hanno perso lo 0,6% ciascuna. Anche Fineco, Intesa Sanpaolo e Nexi hanno seguito il trend negativo, con cali simili. “Il settore soffre per l’assenza di segnali positivi e la pressione dei tassi”, ha spiegato una fonte vicina a una banca d’affari.
Industriali e consumer in rosso, Campari e Buzzi tra i più deboli
Tra i titoli industriali, la giornata è iniziata male per chi sperava in un rimbalzo. Prysmian ha perso l’1,5%, mentre Italgas ha segnato un -1,3%. Anche Buzzi Unicem, uno dei principali gruppi nel cemento, ha aperto in calo dello 0,9%. Nel comparto dei beni di consumo, Campari ha lasciato sul terreno lo 0,9%, risentendo delle prese di beneficio dopo i recenti rialzi.
Gli operatori hanno sottolineato come il clima generale resti prudente. “La volatilità è ancora alta, molti preferiscono aspettare e osservare”, ha detto un gestore di portafoglio contattato intorno alle 9:30.
Energia e cantieristica fanno da eccezione
Nonostante il quadro generale negativo, alcune blue chip hanno mostrato segnali di forza. In particolare, Saipem è salita del 2,3%, spinta dal recupero del prezzo del petrolio sui mercati internazionali. Anche Eni ha chiuso in lieve rialzo (+0,2%), sulla stessa scia. “Il settore energetico reagisce alle ultime notizie sull’offerta globale”, ha spiegato un analista specializzato in materie prime.
Tra i titoli industriali, si è distinta anche Fincantieri, che ha guadagnato l’1,4% nelle prime battute. In leggero progresso anche Amplifon (+0,3%), segno che qualcuno sta cercando occasioni nei settori meno legati ai cicli economici.
Uno sguardo all’estero e cosa aspettarsi
La debolezza di Piazza Affari si inserisce in un contesto europeo segnato dalla cautela. Le principali borse del continente hanno aperto in calo, con l’attenzione rivolta ai dati macro in arrivo dagli Stati Uniti nel pomeriggio e alle mosse delle banche centrali. A Milano, l’aria è di attesa: molti operatori vogliono segnali più chiari prima di muoversi.
Secondo le prime impressioni raccolte tra gli addetti ai lavori in zona Porta Nuova, la giornata potrebbe restare incerta e volatile. “Tutto dipenderà dai flussi internazionali e dalle novità macro”, ha sintetizzato un broker davanti ai monitor già accesi dalle 8:00.
Nel frattempo, gli occhi restano puntati su Mps e sul settore bancario, mentre l’energia potrebbe continuare a beneficiare del rialzo del petrolio. Per ora, però, a Milano vince la prudenza tra gli investitori.
