Milano, 23 gennaio 2026 – La giornata sui mercati finanziari si è aperta con un leggero calo dello spread tra Btp e Bund, sceso a 63,4 punti base dai 64,7 della seduta precedente. Il dato, registrato nelle prime ore di contrattazione, segna una fase di relativa calma tra i titoli di Stato italiani e tedeschi. Il rendimento del Btp decennale si è fermato al 3,51%, appena sotto il 3,52% di ieri, mentre il Bund tedesco resta stabile al 2,88%.
Spread Btp-Bund in calo: il mercato tira il fiato
A Piazza Affari l’attenzione è tutta sullo spread, indicatore ormai consolidato della fiducia degli investitori verso il debito italiano. Il lieve calo del differenziale riflette, secondo diversi analisti, una percezione di rischio contenuto, almeno per ora.
Il rendimento del Btp decennale conferma una tendenza che si era già vista nelle settimane scorse. “Il mercato sembra aver preso bene le ultime mosse sulla politica fiscale italiana”, ha commentato un gestore obbligazionario di una grande banca milanese. Sul fronte tedesco, invece, il Bund si mantiene su livelli stabili, senza scossoni.
Mercati fermi, occhi puntati sulla Bce
Tra i trader, la mattinata è passata tranquilla, senza grandi novità capaci di far muovere i mercati. “Niente di rilevante che abbia cambiato il quadro”, ha detto un operatore della City poco dopo le 9.30. Il calo dello spread, dicono, è legato più a fattori tecnici che a eventi economici di peso.
A livello internazionale, la situazione resta sotto osservazione. L’attenzione è tutta rivolta alla Banca Centrale Europea, che nelle prossime settimane dovrebbe annunciare nuove decisioni sui tassi d’interesse. “La Bce mantiene un atteggiamento prudente, e questo aiuta a tenere bassa la volatilità sui titoli di Stato dell’Eurozona”, spiega un economista romano. In questo clima, l’Italia si gode una fase di calma.
Spread e costi del credito: cosa cambia per famiglie e imprese
Lo spread Btp-Bund non è solo una cifra da addetti ai lavori. Influisce direttamente sui tassi di interesse per famiglie e imprese italiane. Un differenziale sotto i 65 punti base è visto come un segnale positivo, perché aiuta a mantenere più bassi i costi di mutui e prestiti.
“Se lo spread resta su questi livelli – sottolinea un consulente finanziario di Torino – le banche possono continuare a proporre condizioni ragionevoli ai clienti”. Detto questo, la situazione va seguita con attenzione: basta poco, una tensione politica o un dato economico negativo, per cambiare la musica.
Cosa aspettarsi nelle prossime settimane
Gli esperti invitano a non abbassare la guardia. “Il mercato obbligazionario italiano resta molto legato agli sviluppi politici, sia in Italia che all’estero”, ricorda un analista della Bocconi. Le settimane che arrivano saranno cruciali: tra fine gennaio e febbraio sono attesi nuovi dati su inflazione e crescita nell’Eurozona, oltre ai primi segnali sulle strategie della Bce per il 2026.
Per ora, però, a Milano tra le sale trading di via Filzi e piazza Affari si respira un clima di fiducia. “Non si vedono segnali di allarme”, conferma un broker poco prima delle 11. Ma, come sempre nei mercati, la situazione può cambiare in fretta.
In sintesi: lo spread Btp-Bund apre in calo e il rendimento del decennale italiano scende leggermente. Un segnale che, almeno per oggi, lascia spazio a una fase di tranquillità per il debito pubblico italiano.
