Spread Btp-Bund: stabilità a 62 punti base, cosa significa per l’economia?

Spread Btp-Bund: stabilità a 62 punti base, cosa significa per l'economia?

Spread Btp-Bund: stabilità a 62 punti base, cosa significa per l'economia?

Matteo Rigamonti

Gennaio 23, 2026

Milano, 23 gennaio 2026 – Lo spread tra Btp e Bund ha iniziato la giornata stabile, fermandosi a 62 punti base. Il dato, registrato nelle prime ore a Piazza Affari, conferma una fase di calma relativa sui mercati obbligazionari europei. Intanto, il rendimento dei titoli di Stato italiani a dieci anni ha segnato un lieve calo, scendendo al 3,5%. Si tratta di un movimento minimo, appena un punto base in meno rispetto a ieri, ma comunque seguito con attenzione dagli operatori.

Spread Btp-Bund: mattinata senza scossoni

Il differenziale tra i titoli italiani e quelli tedeschi, il famoso spread, resta uno degli indicatori più seguiti dagli investitori internazionali per capire come viene valutato il rischio del Paese. Oggi, intorno alle 9.30, il valore si è mantenuto praticamente fermo rispetto agli ultimi giorni. Per alcuni analisti di Intesa Sanpaolo, questo segnale riflette sia la solidità dei conti pubblici italiani sia l’attesa per le prossime mosse della Banca Centrale Europea.

Il rendimento del Btp decennale è sceso al 3,5%, mentre quello tedesco si è stabilizzato poco sopra l’1,8%. “Non ci sono stati scossoni in apertura – ha commentato un trader milanese –. Gli investitori stanno aspettando i dati macro di fine settimana e le indicazioni della BCE sui tassi.”

Mercati in attesa: tutti gli occhi sulla BCE

La giornata è partita con volumi bassi e un clima di prudenza. Gli operatori puntano alle prossime riunioni della Banca Centrale Europea, previste a fine gennaio, da cui potrebbero arrivare segnali chiari sulle mosse future della politica monetaria. “Il mercato resta cauto – ha spiegato una fonte di una grande banca d’investimento –. La stabilità dello spread riflette anche l’assenza di novità importanti sul fronte politico italiano.”

Nelle sale operative di via Filodrammatici, a Milano, si percepisce una certa attesa. Qualche scambio in più sui titoli bancari, ma niente corse all’acquisto o alla vendita. “Per ora tutto tranquillo”, ha detto un operatore poco dopo le 10.

In Europa rendimenti sotto controllo

Nel resto dell’Eurozona, anche i rendimenti dei titoli di Stato sono rimasti stabili. La Germania conferma il suo ruolo di punto di riferimento per la solidità finanziaria, mentre Francia e Spagna hanno registrato solo lievi oscillazioni sui loro decennali. Secondo i dati di Bloomberg, il rendimento medio dei bond europei resta su livelli contenuti rispetto ai picchi dello scorso anno.

Gli esperti ricordano che la situazione italiana è sotto la lente anche delle agenzie di rating. “Finché lo spread resta sotto quota 100 punti base – ha detto un economista romano – non ci sono segnali di allarme immediati sul debito pubblico.” Ma la volatilità potrebbe salire nelle prossime settimane, se arriveranno sorprese sull’inflazione o decisioni inaspettate dalla BCE.

Investitori cauti, ma senza panico

Tra gli investitori regna una certa cautela. Alcuni fondi esteri hanno ridotto l’esposizione sui titoli italiani negli ultimi mesi, ma senza movimenti di rilievo. “Il rischio Italia è visto come gestibile – ha affermato un gestore londinese – almeno finché non ci saranno scossoni politici o cambiamenti improvvisi nella politica monetaria europea.”

La giornata continuerà con l’attenzione rivolta ai dati macro in arrivo nel pomeriggio e alle prime indicazioni dai mercati americani. Solo allora si potrà capire se la calma di oggi è una pausa o l’inizio di una fase più stabile per i Btp.

Per ora, lo spread resta fermo a 62 punti base, un livello che, secondo molti osservatori, lascia all’Italia un margine di manovra sufficiente sui mercati internazionali. Ma la prudenza è d’obbligo: “Basta poco per cambiare tutto,” ricorda un analista di Piazza Affari. E in questi giorni, ogni dettaglio viene passato al setaccio.