Tajani: la legge esclude la figura politica alla presidenza della Consob

Tajani: la legge esclude la figura politica alla presidenza della Consob

Tajani: la legge esclude la figura politica alla presidenza della Consob

Matteo Rigamonti

Gennaio 23, 2026

Roma, 23 gennaio 2026 – La nomina del nuovo presidente della Consob torna a far discutere. A riaccendere il dibattito sono state le parole di questa mattina del vicepremier e leader di Forza Italia, Antonio Tajani, che ha parlato a margine del business forum Italia-Germania, all’hotel Parco dei Principi di Roma. Tajani ha ribadito che la scelta del capo dell’Autorità di vigilanza sui mercati finanziari non può essere una semplice “spartizione tra i partiti”. Serve invece una persona “di alto livello, competente, che conosca il sistema e possa garantire il reale funzionamento della Borsa”.

Consob, Tajani: “Serve una guida competente e indipendente”

La questione della presidenza della Consob, rimasta vacante da settimane dopo la fine del mandato di Paolo Savona, continua a far tremare la maggioranza. Intercettato dai giornalisti poco dopo le 10.30, Tajani ha ribadito la posizione di Forza Italia: “La Consob non deve diventare un premio di partito”. Ha aggiunto: “Non può essere una scelta calata dall’alto o una semplice divisione tra schieramenti”. Un messaggio chiaro, rivolto sia agli alleati che all’opposizione.

Per il vicepremier, guidare l’Autorità richiede un impegno serio. Ha poi sollevato un dubbio tecnico: “Ho il sospetto che un politico non possa essere presidente, perché la legge lo vieta”. Un chiaro riferimento alle ultime voci su possibili nomi politici in corsa.

Forza Italia frena: “Nessuna decisione senza confronto”

La partita per la scelta del presidente si intreccia con gli equilibri interni al governo. Tajani ha precisato che Forza Italia non accetterà scelte decise senza un confronto vero: “Non voteremo nulla in Consiglio dei ministri se prima non ne discutiamo tutti insieme”. Secondo fonti parlamentari azzurre, questa posizione riflette un certo malumore per decisioni prese finora senza un dialogo reale tra i partner di maggioranza.

Domani, alle 15, è in programma un Consiglio dei ministri a Palazzo Chigi che potrebbe affrontare anche il dossier Consob. Ma, almeno per ora, il rischio di un blocco resta alto. “Ne discuteremo”, ha detto Tajani, lasciando aperta la partita.

La legge e i nomi sul tavolo

Il nodo principale resta quello normativo. La legge attuale (decreto legislativo 58/1998) vieta di nominare presidente della Consob chi abbia ricoperto incarichi politici negli ultimi anni. Tajani ha voluto sottolineare questo punto: “La legge lo impedisce”, ha ricordato ai giornalisti.

Negli ultimi giorni sono circolati diversi nomi per succedere a Savona. Tra questi, Marcello Minenna, ex direttore generale dell’Agenzia delle Dogane, e poi figure più tecniche come Carmine Di Noia e Maria Antonietta Scopelliti. Nessun annuncio ufficiale dal governo, ma nei corridoi di Montecitorio il tema resta caldo.

Mercati in attesa, la scelta è decisiva

La Consob – la Commissione Nazionale per le Società e la Borsa – ha un ruolo fondamentale nella tutela degli investitori e nella trasparenza dei mercati finanziari italiani. In queste settimane senza un presidente, le funzioni sono state affidate al commissario vicario, Giuseppe Maria Berruti. Gli operatori guardano al governo in cerca di segnali chiari: “Serve una guida autorevole e indipendente”, ha spiegato ieri un analista di Piazza Affari.

Il clima è teso. Da un lato c’è la necessità di mantenere stabilità e fiducia, dall’altro le tensioni politiche rischiano di rallentare la decisione. Solo nelle prossime ore si capirà se la maggioranza riuscirà a chiudere un accordo su un nome che rispetti la legge e metta tutti d’accordo.

Prossimi passi: confronto aperto e tempi incerti

Per adesso non c’è nulla di deciso. Tajani ha ribadito che Forza Italia vuole un confronto vero prima di qualunque scelta: “Ne parleremo” ha ripetuto più volte. Il dossier resta sul tavolo del governo, mentre i mercati osservano con attenzione. La partita sulla presidenza della Consob è tutt’altro che chiusa.