Roma, 23 gennaio 2026 – “Ci sono bambini di sei anni che già navigano su siti pornografici: pensiamo al danno che questo provoca al loro sviluppo”. L’allarme è chiaro e arriva direttamente dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che in un’intervista al Giornale ha chiesto un maggior impegno delle famiglie nel tenere sotto controllo l’uso della rete da parte dei minori. Un tema delicato e molto sentito, che riguarda da vicino tante famiglie italiane e riapre il dibattito su quale ruolo debbano avere scuola e genitori nell’educazione digitale.
Genitori in campo: serve più controllo e regole chiare
Per Valditara la scuola non può cavarsela da sola. “Anche i genitori devono fare la loro parte, dando l’esempio e controllando”, ha detto il ministro, sottolineando la necessità di “ritrovare il valore del no, del dovere, dei limiti”. Un richiamo forte, che arriva mentre cresce la preoccupazione di educatori e psicologi per la diffusione di contenuti inadatti tra i più piccoli. Il ministro ha ribadito l’importanza di un lavoro congiunto tra scuola e famiglia, perché – ha spiegato – “solo così si protegge davvero lo sviluppo dei bambini”.
Insegnanti di sostegno, formazione al via
Nel corso dell’intervista, Valditara ha ricordato che per la prima volta si sta lavorando a una formazione specifica per gli insegnanti di sostegno. “Stiamo formando docenti specializzati. Prima non era così”, ha detto, spiegando che l’obiettivo è “avere tutti i docenti in cattedra entro settembre”. Un passo importante per aiutare gli studenti più fragili, spesso penalizzati da ritardi nelle assegnazioni o dalla mancanza di personale preparato. Il ministro ha ribadito che la scuola deve essere un luogo aperto a tutti, dove ogni ragazzo possa trovare il supporto di cui ha bisogno.
Accoglienza e integrazione: la scuola come ponte
L’integrazione rimane un punto chiave per il ministero. “L’Italia ha accolto i giovani palestinesi come ha fatto con gli ucraini”, ha detto Valditara, evidenziando la necessità di un percorso che passi anche dal riconoscimento dei valori comuni. “Se vogliamo davvero accogliere, dobbiamo far sì che i nostri valori, la nostra storia, i nostri simboli vengano rispettati”, ha aggiunto. Una posizione che mette in luce il delicato equilibrio tra apertura e identità culturale, soprattutto in scuole sempre più multiculturali.
Sicurezza in aula: metal detector e prevenzione
Sul fronte della sicurezza, il ministro ha affrontato il tema dell’uso dei metal detector nelle scuole. “Serve uno strumento per fermare chi porta coltelli a scuola. Non è repressione, è buon senso”, ha detto Valditara. La proposta arriva dopo alcuni episodi in cui studenti si sono presentati armati in classe. Secondo il ministro, i metal detector non devono essere visti come una punizione, ma come un modo per prevenire e mantenere un ambiente sicuro per tutti.
Le reazioni di scuole e famiglie
Le parole del ministro hanno subito suscitato reazioni nel mondo scolastico e tra le famiglie. Alcuni presidi romani, raggiunti oggi, hanno sottolineato che “il controllo dei genitori è fondamentale, ma la scuola non può restare sola”. Dall’altra parte, alcune mamme e papà si dicono preoccupati per l’accesso precoce dei bambini ai contenuti online: “A sei anni non dovrebbero nemmeno avere uno smartphone”, ha confidato una madre davanti alla scuola elementare Giacomo Leopardi, nel quartiere Prati.
Obiettivo settembre: cattedre piene e scuola inclusiva
Guardando ai prossimi mesi, il ministero punta a mettere in cattedra tutti i docenti entro l’inizio dell’anno scolastico. Una sfida non da poco, visto che tra reclutamento e formazione degli insegnanti di sostegno ci sono ancora molti ostacoli. “L’obiettivo è non lasciare indietro nessuno”, ha ribadito Valditara. Solo così – ha concluso – si potrà parlare di una scuola davvero inclusiva e sicura.
Mentre si attendono le prossime mosse del governo, resta aperto il confronto tra istituzioni, famiglie e operatori della scuola su come proteggere i più piccoli dai pericoli della rete e garantire un ambiente educativo all’altezza delle sfide di oggi.
